Il Tirreno

Versilia

Nuovo impianto rifiuti: secondo lotto di lavori al via

di Donatella Francesconi
Nuovo impianto rifiuti: secondo lotto di lavori al via

Sea Risorse presenta il codigestore della Migliarina in commissione ambiente Ma i fanghi da mescolare con l’organico sono quelli finiti sotto inchiesta della Dda

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VIAREGGIO. «Il secondo lotto di lavori per il codigestore avrà inizio a breve» annuncia l’ingegnere di Sea Risorse, Caterina Susini, relazionando di fronte alle commissioni ambiente ed urbanistica, presiedute rispettivamente da Gloria Puccetti (Lista Del Ghingaro) e Riccardo Pieraccini (lista “Viareggio tornerà bellissima”). E non solo: «Tra un mese avremo dalla Regione l’autorizzazione in procedura ordinaria», ultimo passo verso l’accelerazione dell’avvio dell’impianto che mescolerà rifiuto organico, nella misura di 50 tonnellate al giorno, per un totale di 15.000 tonnellate anno, e fanghi del depuratore Gaia. Impianto che nascerà dove già è il depuratore, tra le case della Migliarina. Il tutto per un investimento complessivo pari a 6.792.333,14 euro oltre Iva.

Sea Risorse (azienda pubblico privata, Comune-Gruppo Del Pistoia) ha appena completato la costruzione del capannone (28 metri per 17) dove sarà stoccato il rifiuto organico in locali pressurizzati. Il tutto su un terreno che non è di proprietà di Sea Risorse - come ha ricordato Annamaria Pacilio, capogruppo del Movimento Cinque stelle in consiglio - ma solo in comodato in quanto bene del fallimento della Viareggio Patrimonio. Una questione sulla quale ieri ha risposto Alberto Corsetti, amministratore delegato di Sea Risorse: «L’Autorità idrica toscana ritiene che il bene sia parte del sistema idrico integrato e che non sia frazionabile e debba tornare al Comune». Ma, ha aggiunto l’assessore Federico Pierucci, «questa operazione va monetizzata. Per il momento resta il contratto di comodato in capo a Sea Risorse».

Pacilio ha anche chiesto come l’azienda abbia proceduto in merito ad una delle prescrizioni della Regione, in sede di rilascio della Valutazione integrata ambientale: quella relativa alla fascia di rispetto Salt, perché vicino all’impianto scorre l’autostrada. «Tutte le opere nella fascia 30-60 metri», ha risposto Susini, «sono movibili, ed ecco perché i soldi sono lievitati. Per esempio il biofiltro è realizzato mediante blocchi tipo Lego che possono essere rimossi». Un concetto decisamente “allargato” di “movibile”.

Nel dicembre dello scorso anno - ha spiegato ancora Susini - Sea Risorse «ha fatto le prove finalizzate alla valutazione delle rese del rifiuti organico che viene raccolto in città». Una sperimentazione effettuata utilizzando l’organico raccolto alla Migliarina/Terminetto: «La qualità è alta - sono le parole di Susini - con uno scarto di appena il 2%. La stessa cosa non si può dire per qualche quartiere dove la raccolta porta va porta è realtà da tempo. Con i contenitori di condominio basta un indisciplinato ed il prodotto non è più buono».

Ma - è stata ancora la domanda della consigliera Pacilio - «al depuratore di Gaia arriva ancora il percolato della ex discarica delle Carbonaie?». La risposta di Susini è «non mi risultano disquilibri in quel senso», ma l’architetto Giovanni Mugnani che le Carbonaie ben conosce conferma i dubbi di Pacilio: «Il percolato della Carbonaie va al depuratore». Ed i fanghi del depuratore che vengono mescolati ai rifiuti sono gli stessi che un’inchiesta della Dda ha stabilito troppo ricchi di idrocarburi. Iscrivendo nel registro degli indagati anche l’ad di Sea Risorse ed il presidente di Gaia.

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