Il Tirreno

Versilia

Del Ghingaro si candida a federatore del centrosinistra

Del Ghingaro si candida a federatore del centrosinistra

«Il dato delle elezioni nazionali riflette quello di Viareggio dove il civismo progressista ha sconfitto la vecchia politica»

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VIAREGGIO. Cosa può fare un esponente storico del centrosinistra che è stato iscritto al Pd e poi vicinissimo a Mdp di fronte al crollo del renzismo e alla clamorosa dimostrazione di irrilevanza di Liberi e Uguali? Se è un sindaco come Giorgio Del Ghingaro, eletto tre anni fa contro il partito a cui era iscritto e che non può che vedere come un azzardo inutile legare a filo doppio il suo destino a quello assai incerto di Enrico Rossi e compagni, la risposta può essere a dir poco ambiziosa: proporsi come un modello, o meglio - addirittura - come un soggetto federatore del centrosinistra.

È questo l’elemento più interessante del lungo intervento con cui il primo cittadino di Viareggio commenta il quadro politico delineato dal voto di domenica scorsa.

«Il dato nazionale di queste elezioni - afferma Del Ghingaro - riflette in qualche modo quello che è avvenuto a Viareggio alle elezioni amministrative dove il civismo progressista ha sconfitto la vecchia politica incarnata dal Pd e dalla Lega dimostrando che il civismo non è solo una caratteristica dei 5 Stelle ma una risorsa a cui attingere per ridare credibilità alla politica e riproporre quegli ideali riformisti che appartengono al nostro patrimonio politico e culturale. Mi auguro che il Pd e la Sinistra, che a Viareggio come in tutto il Paese, hanno dimostrato grande miopia politica e incapacità di dialogo pagando poi una posta altissima in termini di consenso e credibilità, sappiano guardare oltre e che le esperienze politiche innovative possano essere uno stimolo e un esempio per tessere di nuovo la tela di una proposta politica unitaria, solidale e competitiva».

Da qui l’annuncio della volontà di muoversi in una direzione di riunificazione e di porsi come punto di riferimento nel campo progressista. «Mi impegnerò - promette - per la ricomposizione delle energie politiche, sociali e culturali di quello che può essere il sogno di un’idea che sia in grado di portare bellezza, innovazione e modernità a un progetto di Città, Regione e di Paese».

L’analisi di Del Ghingaro parte dall’evidenza dei fatti (la sconfitta di sinistra e Pd) e da una preoccupazione («non ho condiviso la linea dem ma questo non significa che oggi non veda la gravità della situazione con le forze progressiste e socialdemocratiche spazzate via dal nostro Paese»).

Poi si sofferma sui vincitori. «In Italia sta soffiando forte il vento di destra che alimenta le paure e si fa riferimento al cambiamento indirizzandolo verso un Movimento che, laddove ha amministrato, non ha ancora dimostrato, nei fatti, competenza e capacità progettuale. Un Movimento che è stato capace di intercettare il malcontento anche di molte persone in passato legate alla sinistra ed oggi profondamente deluse. Su questo la Sinistra deve riflettere con grande umiltà: dove sono finiti gli ideali, come è stata smarrito la bussola del radicamento territoriale, quando è stato perso il contatto con la quotidianità?»

«Da qui - è il messaggio finale - dobbiamo rimetterci in moto per ritrovare quell'unità delle forze democratiche e progressiste che, in passato, ha portato a risultati straordinari. Un'unità che non sia di facciata o che rappresenti solo un cartello elettorale, ma un progetto di ampio respiro che metta al centro il lavoro, la coesione sociale e i diritti della persona».

Luciano Menconi

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