Sicurezza
Un albergo nelle stanze che furono dei Borbone
I Padri Cavanis hanno chiesto al Comune di trasformare Villa Le Pianore in un hotel. Da anni la struttura è in vendita ma le trattative non sono mai andate a buon fine
CAMAIORE. Appena cinque chilometri dal mare e altri cinque dal centro storico. Tutto intorno un grande parco alberato in cui hanno passeggiato i Borboni. E poi la vista che si affaccia verso la costa. Villa Le Pianore potrebbe essere una location perfetta per una vacanza. Molti lo hanno pensato e negli ultimi anni ci sono stati diversi tentativi di offerte per acquistarla. Ma adesso la proprietà, la confraternita dei Padri Cavanis, avrebbe trovato una nuova via per rivalutare quella perla che si trova tra le colline di Capezzano.
È stata presentata una proposta in Comune per il cambio di destinazione d’uso: il complesso storico adesso sotto-utilizzato potrebbe diventare un albergo. Data la storia, le opere all’interno e l’ubicazione, quello che può venirne fuori è una residenza di lusso. Il progetto, come detto, è in fase embrionale ma nei circoli della maggioranza amministrativa è già iniziato un percorso politico di valutazione. Per lo sfruttamento alberghiero della struttura saranno necessarie anche opere di compensazione che andranno a vantaggio della comunità e il percorso per arrivare all’ok definitivo passerà anche dal coinvolgimento della popolazione di Capezzano che dovrà dare la propria opinione. Verosimilmente ci vorrà un po’. Il progetto però è cominciato e quelle che furono le stanze di Zita di Borbone, ultima imperatrice d’Austria, potrebbero un giorno diventare lussuose camere d’albergo. Lei, di nobiltà europea, nacque proprio a Capezzano e sposò in Austria l’erede di Francesco Giuseppe, quel Cecco Beppe che aveva abdicato dopo aver regnato per quasi 70 anni. Da anni i religiosi stanno provvedendo al mantenimento della villa e non è un mistero che il progetto sulla villa dei Borboni sia quello di monetizzarla. I costi sono altissimi, le entrate poche, visto che l’edificio è vuoto. Ci sono state diverse trattative negli ultimi anni per la vendita, l’ultima nel 2016 quando una delegazione cinese aveva fatto un’offerta, poi non arrivata a contratto. Non è detto quindi che l’albergo venga messo in piedi dai Padri. Dato che le varie trattative per la compravendita non hanno trovato finora concretezza, è probabile che la proprietà abbia deciso di mettere qualcosa sul piatto: con un cambio di destinazione d’uso, l’immobile avrà un’appetibilità maggiore per un investitore disposto a prendersi il bene. Il suo valore, ipoteticamente, potrebbe aumentare e non di poco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
