Il Tirreno

Versilia

La Quercia in pole position

di Gabriele Buffoni
La Quercia in pole position

Gli applausi del palasport premiano il duo Dani-Merlini, ma la gara è apertissima

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QUERCETA. Chi vincerà questo 61° festival del Miccio canterino? È la domanda che, tra molta curiosità e un pizzico di trepidazione, in questi giorni rimbalza di bocca in bocca in tutta Querceta in attesa del verdetto definitivo della giuria che verrà rivelato solo stasera. Intanto il pubblico che in queste serate ha affollato il palasport di Vittoria Apuana si è già espresso indicando – con parere quasi unanime – i propri favoriti: una su tutti, la papabile vincitrice per la platea del festival pare essere ancora una volta la Quercia con la coppia Elhaida Dani e Davide Merlini che sul palco ha incantato con l’affiatamento dimostrato nell’interpretare il brano dei bianconeri. Per la contrada del centro cittadino si tratterebbe della seconda doppietta nel proprio albo d’oro (dopo quella nel 2009-2010).

«Speriamo sia così – ammette Luca, contradaiolo della Quercia –, la sfida però quest’anno non sarà affatto facile: personalmente mi piacciono molto anche le canzoni di Ranocchio e Madonnina. Il brano del Ranocchio in particolare mi ha ricordato “Facile”, la canzone con cui proprio Giulia Mutti vinse due anni fa. È stata brava a ricreare una canzone che entra in testa e si fa ascoltare con grande piacere. Chi forse mi ha un deluso un po’– ammette – è stato Antonio Maggio: da uno come lui mi sarei aspettato una canzone dal ritmo più coinvolgente, invece secondo me il suo brano non rispecchia molto le sue caratteristiche e si avverte». «Se verrà premiata ancora una volta la melodia più classica, sicuramente la Quercia è la favorita ma anche il nostro brano se la può giocare alla pari – ribatte Alessandra, del Ponte – quella che potrebbe essere la vera sorpresa secondo me è la Cervia: non mi piace tanto il testo, ma il ritmo che Amara ha dato al brano è totalmente fuori dagli schemi. Si fa notare uscendo un po’ dal solito, e questo può portarti all’ultimo posto come al primo perché è molto soggettivo: personalmente, non lo nego, mi ha colpito».

Quello sul brano dei bianco-azzurri non è un giudizio isolato: in molti hanno apprezzato, rimanendone piacevolmente sorpresi, la vibrante “taranta” interpretata da Amara e dal violino di Simona Cazzulani. «La Cervia mi ha fatto veramente una gran bella impressione – commenta Francesca, della Lucertola – Erika Mineo (in arte Amara, ndr) è molto brava, ha una voce potente e soprattutto si vede che sa stare benissimo sul palco: è una canzone coinvolgente ed esce fuori dagli schemi melodici di tutte le altre contrade. Il mio podio? Secondo me se la giocheranno in quattro: Cervia, Lucertola, Ranocchio e una tra Leon d’oro e Quercia». Un terzo giudizio in comune al pubblico del palio riguarda l’altra contendente principale per la corsa alla Lira che, a furor di popolo, pare essere proprio la contrada gialloverde rappresentata sul palco da Giulia Mutti. «La canzone del Ranocchio la sento particolarmente vicina a quella che è davvero la vita in contrada e anche alla mia esperienza personale – spiega Lorenzo, contradaiolo e musico della Madonnina – secondo me è un brano che tocca le corde giuste, ne apprezzo soprattutto il testo oltre che l’interpretazione sul palco».

Non poteva mancare, in platea, anche il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella. «Ormai sono un decano del festival – ammette il primo cittadino, figlio di uno dei padri della manifestazione – li ho sempre seguiti tutti, fin dalla prima edizione. Devo ammettere che il livello si è molto innalzato rispetto alle marcette dei primi anni: quelli di quest’anno sono brani che, modificandone il testo, non sfigurerebbero su palchi come quello di Sanremo. Chi potrà vincere? È la classica domanda da un milione di dollari direi però che se la potrebbero giocare Quercia, Ponte e Cervia. Sono sicuramente le tre che, per l’interpretazione, mi hanno colpito di più». A favore della contrada rossoblù si esprime anche il presidente del Gruppo palio Giacomo Galeotti. «Ranocchio, Quercia e Leon d’oro secondo me comporranno il podio, ma Ponte e Cervia potrebbero riservare sorprese: il brano di Antonio Maggio inizialmente non mi aveva colpito, ma più lo ascolti e più rimane in testa». Non resta perciò che attendere il verdetto – quello vero – e capire se avrà o meno rispecchiato il parere generale del popolo del palio.

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