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«Avevamo fissato regole precise e sono state violate»

«Avevamo fissato regole precise e sono state violate»

VIAREGGIO. «Non importa quale sia il fatto che ha portato alla decisione della scuola di sospendere la cogestione. Non è questo che conta. Importa che se si fissano delle regole condivise, poi vanno...

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VIAREGGIO. «Non importa quale sia il fatto che ha portato alla decisione della scuola di sospendere la cogestione. Non è questo che conta. Importa che se si fissano delle regole condivise, poi vanno rispettate». Maria Rosaria Mencacci, da tre anni dirigente scolastico al “Carlo Piaggia” di Viareggio, oggi 650 studenti, difende la scelta della scuola di interrompere l’esperienza chiesta da ragazzi e ragazze, e racconta: «Avevo spiegato che ero comunque disponibile a che si tenesse ugualmente la giornata conclusiva prevista, appunto, per venerdì (ieri per chi legge, ndr)».

Una giornata di “festa”, per tirare le somme del lavoro svolto al di fuori del normale programma scolastico, in un momento in cui scuola ed interessi di ragazzi si fanno un po’ più vicini. Gli studenti, però, continua Mencacci, «hanno declinato l’offerta rispondendo che il “contentino” non lo volevano». Il giorno dopo la chiusura delle scuole cittadine per neve, una parte degli studenti ha deciso l’occupazione simbolica della palestra.

«Nella mattinata ho cercato di dialogare - continua Mencacci - ho chiesto i motivi della protesta, ho chiamato i rappresentanti degli studenti nel consiglio di Istituto. Alla fine ho richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, perché io ho la responsabilità di questi ragazzi e gliel’ho spiegato. Un piccolo gruppo è rimasto comunque all’interno della palestra, dichiarando che non avrebbe fatto entrare nessuno. Una volta che sono arrivati i carabinieri, però, la cosa si è smontata da sé».

Il programma della cogestione, che aveva ottenuto l’assenso del Collegio dei docenti, prevedeva per cinque giorni «lezioni in classe con insegnanti», sono le parole di Mencacci, «ma su un programma con argomenti proposti dagli studenti, proiezioni di film , il laboratorio di fotografia, un torneo di pallavolo, l’incontro con una nutrizionista».

Tutto questo ha fatto appena in tempo ad iniziare, perché un fatto che la scuola ha ritenuto grave ha portato al richiamo alle regole che erano state condivise. Ed allo stop dato all’intera iniziativa, con la ripresa delle lezioni regolari. Perché erano saltate le regole della cogestione che la scuola aveva fissato con una circolare inviata a tutti gli studenti, i docenti ed il personale dell’Istituto.

«Ai ragazzi ripeto spesso - così continua la dirigente scolastica - che per me è importante che si formino come persone». Ed il rispetto degli accordi presi è indubbiamente un momento di formazione. «Hanno sicuramente capito», è la conclusione tirata da Mencacci - cosa vuol dire avere la responsabilità di altre persone». È infatti bastato che due di loro non rispettassero i patti perché ci rimettessero tutti.

La situazione un po’ caotica che si è creata nella mattinata è poi rientrata rapidamente e a mezzogiorno - quando il “Tirreno” è entrato nell’Istituto in Darsena per incontrare la dirigente scolastica - tutta l’attività della scuola si svolgeva regolarmente. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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