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I pediatri versiliesi si dividono sui bimbi non vaccinati
L’associazione Cipe contesta la linea dura chiesta dal collega Castelli (Fimp). «Metà dei professionisti versiliesi sono d’accordo con l’Asl: serve cautela»
VIAREGGIO. I pediatri versiliesi si dividono sulla questione dei bambini non vaccinati. In particolare sulla linea da tenere dopo il 10 marzo, termine ultimo per dimostrare la volontà della famiglia di vaccinare il bambino. Sono un centinaio, secondo l’ultimo dato in possesso dell’Asl, i figli di famiglie irriducibili in Versilia. Che rischiano l’espulsione da asili nido e scuole materne, cioè le scuole non dell’obbligo. Ma tra i pediatri non c’è uniformità di vedute sulla necessità di allontanarli o meno dalle scuole.
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Stefano Castelli, noto pediatra di famiglia di Massarosa ed esponente del sindacato Fimp, aveva chiesto la linea dura: «Chi non è in regola deve essere espulso». Castelli era intervenuto dopo l’articolo, pubblicato dal Tirreno il 25 febbraio scorso, in cui l’Asl – per bocca di Alberto Tomasi, direttore dell’Igiene e sanità pubblica dell’azienda sanitaria nordovest – aveva parlato di «questione morale e anche medica». Esprimendo dubbi sulla necessità di allontanare i bimbi ora che le vaccinazioni sono in aumento. E quindi stanno raggiungendo di nuovo la cosiddetta “copertura di gregge”, cioè la percentuale di vaccinati che consente a tutti di essere protetti dalle malattie.
Fatto sta che la posizione di Castelli non è condivisa, spiega Paolo Alberto Ceolin della Confederazione italiana pediatri (Cipe), «dalla metà dei pediatri della Versilia».
«In riferimento all’articolo relativo alla posizione dei pediatri sull’espulsione dagli asili e scuole materne dei bambini non in regola con le vaccinazioni, espressa dal dottor Stefano Castelli – afferma il dottor Ceolin – si precisa che la metà dei pediatri della Versilia, aderenti a sindacati diversi dal Fimp, si trovano in accordo con le indicazioni della Regione Toscana, di cui è portavoce il dottor Alberto Tomasi. Si ritiene, infatti, che pur nel rispetto della legge, si debba tenere conto prioritariamente del diritto alla continuità didattica dei bambini coinvolti, fino alla fine dell’anno scolastico 2017/2018. Starà poi al nuovo Governo farsi carico degli adempimenti previsti dalla legge, adeguandosi od apportando eventuali modifiche».
A questo punto non resta che attendere il 10 marzo, quando in teoria gli irriducibili dovrebbero essere espulsi. Anche se stiamo sempre parlando di asili nido e materne, perché dalle elementari alle medie non si può espellere nessuno: è l’età dell’obbligo scolastico. Anche i sindaci, così come i dirigenti scolastici e i medici, non sembrano ancora aver adottato una linea comune. Che prima o poi dovrà esserci.
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