Italia
Henraux chiede di riaprire il tunnel dell’Altissimo
La società del marmo ha presentato il piano di coltivazione per cava Granolesa che prevede l’escavazione in galleria. Adesso si dovrà pronunciare il Parco
SERAVEZZA. Venne chiamato il tunnel dell’Altissimo. È infatti una cava in galleria (sarà 80 metri per circa 60, a fine scavi) nel cuore dei giacimenti di marmo di Seravezza. Siamo a 1250 metri di altezza.
Dopo una timida fase iniziale, interrotta da un’ispezione dell’Arpat, Henraux ha chiesto in questi giorni al Parco delle Alpi Apuane l’autorizzazione per ricominciare le operazioni di taglio ed asportazione. Sarà la sesta cava dell’azienda di lapideo di Querceta ad essere di fatto in attività. In realtà cava Granolesa, un sito estrattivo antico, che si trova nella parte orientale del monte Altissimo venne riaperta nel 2011 grazie a un finanziamento della Regione di 600 mila euro. Il progetto prevedeva l’escavazione – per un breve tratto – all’interno del monte. L’idea era quella di estrarre marmo senza deturpare il paesaggio. Fu coinvolto anche il Centro di geotecnologie dell’Università di Siena. Terminata questa fase, però, Henraux decise di farne una vera e propria cava e presentò un piano di coltivazione. Dopo un breve periodo di lavoro, fra il 2015 al 2016, venne stoppata. A seguito di un sopralluogo di Arpat, il Parco ordinò la sospensione per la «non corretta attuazione del Piano di gestione delle Amd (Acque meteoriche dilavanti ndr) e acque di lavorazione». Oggi l’azienda di Paolo Carli ripresenta il progetto di coltivazione.
Dopo aver messo in sicurezza l’ingresso della galleria Granolesa da una roccia soprastante, ne chiede la riapertura. Il piano di coltivazione che metterà in atto Henraux prevede uno scavo di circa 140 metri cubi di materiale. Di questi, si stima un valore commerciale di marmo bianco di oltre 40 mila metri cubi. Parte di questi però sono già stati estratti nella prima fase di lavoro, poi interrotta. In totale sono previste tre fasi di estrazione per la durata di 8 anni (che per lo stesso motivo saranno meno) e una media giornaliera di 13 passaggi di camion (fra blocchi e scaglie) che percorreranno la via Provinciale di Arni.
A conclusione, il tunnel, inizialmente formato da due gallerie, sarà un tutt’uno, come una grande piazza rettangolare con 8 enormi pilastri al centro. Michelangelo Buonarroti l’avrebbe chiamata una stanza del cielo.
Tiziano Baldi Galleni
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