Lutto
Bagni aperti a Pasqua ma in Darsena si slitta al 15 aprile
VIAREGGIO. Manca poco più di un mese all’inizio della stagione balneare. Tenuto conto che veniamo da giorni di pioggia e neve, fa un po’ strano: eppure molti stabilimenti balneari, a Viareggio come...
VIAREGGIO. Manca poco più di un mese all’inizio della stagione balneare. Tenuto conto che veniamo da giorni di pioggia e neve, fa un po’ strano: eppure molti stabilimenti balneari, a Viareggio come in Versilia, hanno assicurato che domenica 1º aprile, giorno di Pasqua, ci sarà il via ufficiale. Con porte spalancate ai turisti che sceglieranno i bagni sia per fare il pranzo di Pasqua, che per passare qualche ora sul mare. Si spera con il sole.
Non tutti i bagni, però, saranno aperti il 1º aprile.
La Marina di Levante di Viareggio, spiega il presidente del Consorzio balneari Roberto Bertolucci, partirà il 15 aprile. Data che è stata decisa ieri nel corso di una riunione.
«A parte che non vediamo necessità di aprire a Pasqua – afferma Bertolucci – ci serve comunque tempo per mettere a posto la spiaggia e renderla pronta ad accogliere la clientela. Anche quest’anno inizieremo il lavoro a fine marzo: considerato che ci vorranno una ventina di giorni, vedo difficile aprire i battenti prima del 15».
Resta il fatto che nel giro di due settimane, e con un discreto anticipo rispetto al solito, molti stabilimenti balneari saranno aperti al pubblico. Tenuto conto che fino a non molto tempo fa era quasi un’eresia accogliere la clientela prima di giugno e che negli ultimi anni il periodo diventato di riferimento era il 25 aprile-1º maggio, con relativi ponti, il cambiamento è evidente. Si comincia due settimane o addirittura un mese prima.
Del resto il turismo è cambiato e anche i balneari (non tutti) si adeguano alla cosiddetta “destagionalizzazione”. Termine usato più nei convegni che nei bar, resta un riferimento per chiunque voglia rendere moderna l’offerta turistica viareggina e versiliese. Adeguandola alle richieste di una clientela a cui l’ordinario non basta più. Ma soprattutto sfruttando le immense opportunità che regala un territorio simile.
Per chi non capisse, suggeriamo di guardare l’esempio del Trentino: con tutta questa neve dovrebbero sentirsi a posto per un anno, eppure sono già lì che mandano offerte e promozioni ai possibili clienti estivi. Cioè quelli che con la neve non hanno nulla a che vedere.
Fatto sta che l’opinione sulla stagione sempre più lunga ha ormai sostenitori convinti non solo tra i singoli balneari, ma anche tra i presidenti delle associazioni. Come il viareggino Pietro Guardi, che è tra i promotori principali di aperture anticipate e chiusure posticipate. Lo stesso Guardi, tempo fa, la spiegò in questo modo: «Le cose sono cambiate, è la stessa clientela che ci chiede di fare così». Sembra poco, è già molto.
Matteo Tuccini
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