Proteste
Centomila pini da abbattere
È il progetto di Comune e società “ICare” per il quale è stato richiesto il finanziamento della Regione
VIAREGGIO. Ottanta ettari di pineta ancora sotto attacco da parte del parassita “Matsucoccus feytaudi”, e dalle 1.000 alle 1.200 piante ad ettaro da abbattere. Il che significa un numero di pini - tra 80.000 e 96.000 circa - che dovranno essere eliminati. Per essere sostituiti con piante di leccio, pioppo, frassino e ontano. E pino domestico, ma solo in prossimità di via del Balipedio «per dare una certa continuità alla pineta» e farnia. È il progetto di rimboschimento per il quale Comune, la società partecipata “ICare” ed Ente Parco hanno richiesto il finanziamento alla Regione Toscana. «Si tratta di circa 700.000 euro», ha spiegato ieri l’assessore all’ambiente Federico Pierucci, «ma l’intervento ha un valore di circa 1,5-2 milioni perché dal finanziamento che la Regione potrà concedere vanno scomputati i proventi della vendita del legname». Una vendita che, dunque, non sarà affidata all’azienda che esegue il taglio, ma - assicura Pierucci - «andrà a bando».
I numeri, nel loro complesso, rendono ben chiara l’entità dell’intervento che modificherà inevitabilmente il paesaggio, ma anche la flora e la fauna tra il mare e la città. Così che là dove abbiamo sempre visto la pineta, con i suoi vantaggi paesaggistici e climatici, avremo per decenni un bosco di alberelli che lottano per diventare alti. Con buona pace del presidente di “ICare”, Moreno Pagnini, che alla domanda dei cronisti su questo aspetto si è spazientito.
«Sfido chiunque ad affermare che la situazione sia migliore oggi», continua l’assessore all’ambiente. Andrebbe chiesto di quanto sta accadendo a chi, dal 2005 ad oggi, non ha fatto niente. Il risultato, adesso, è che se non interveniamo subito tempo dieci anni e la pineta di Levante non ci sarà più». Perché l’area interessata a tagli e ripiantumazione «oggi è una specie di deserto. E bisogna salvare i due terzi di pineta ancora sani, che rischiano di essere attaccati dal parassita».
I lavori e dove. Per quanto riguarda i lavori - dopo l’esperienza della scorsa estate che ha portato alle sanzioni del Parco per sindaco ed azienda coinvolte - Pierucci spiega: «All’interno dell’affidamento dell’intervento richiederemo accorgimenti sui mezzi da impiegare e sul tipo di asportazione». Perché, per esempio, sulla porzione di pineta in carico ad “I Care” che è quella «meno colpita dal parassita», si tratterà di «agire chirurgicamente, pianta per pianta». Si tratta della zona «a bosco misto, localizzata ad Est di via del Balipedio, per una fascia di ampiezza variabile da 100 a 260 metri e di lunghezza di circa 4,2 chilometri. Con una densità media di 1.000 piante/ettaro di circa 80 anni di età, con diametro di 35 centimetri ed altezza media di 18 metri».
Per quanto riguarda, invece, la zona di pineta dove interverrà il Comune, siamo «nella porzione centrale della Macchia Lucchese ad Ovest di via del Balipedio e solo un lembo nell'estremo nord-ovest. Con una densità media di 1.150 piante/ettaro, di 50 anni circa di età, diametro di 26 centimetri ed altezza media 15 metri».
La tempistica. La scadenza per la presentazione dei progetti era il 20 febbraio. A maggio, così i tempi annunciati dal Comune, «la Regione dovrebbe esprimersi sui soggetti assegnatari. A quel punto ci sarà un decreto di assegnazione, poi verrà bandita la gara. Se tutti i tempi verranno rispettati, ad ottobre 2018 inizierà l’intervento, in contemporanea con il fermo vegetativo in modo da non disturbare l’ecosistema». Intervento che si prevede sarà completato «entro febbraio 2019». Dovranno essere scelte - così la relazione allegata alla richiesta di finanziamento - «giovani piantine con il pane di terra per ridurre lo stress dovuto al trapianto e favorire l’attecchimento. Al momento dell'impianto si prevede l'irrigazione se l’andamento climatico lo rende necessario. Nonostante tutti gli accorgimenti che possono essere messi in atto, alcune piante non sopravvivranno».
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