Sicurezza
Ancora fuori uso l’impianto che scalda le case di Pruno
STAZZEMA. «È l’ora che l’amministrazione provveda al recupero e al risanamento del teleriscaldamento. È l ora che l’indignazione lasci il posto alla denuncia senza se e senza ma di questa realtà...
STAZZEMA. «È l’ora che l’amministrazione provveda al recupero e al risanamento del teleriscaldamento. È l ora che l’indignazione lasci il posto alla denuncia senza se e senza ma di questa realtà aberrante». Circa novanta utenze, fra Pruno e Volegno, hanno oramai passato l’inverno intero senza il servizio di teleriscaldamento.
Questa volta a richiamare l’attenzione su questo disagio annoso è Giovanni Boccoli, forzista del movimento Stazzema a 360. L’impianto sarebbe dovuto ripartire. Era stata questa la promessa dell’amministrazione Verona. Almeno una delle due caldaie in dotazione (quella piccola) sarebbe dovuta tornare a produrre acqua calda per i termosifoni e per i servizi delle case. Invece, diverse famiglie hanno dovuto riaccendere i caminetti, o comprare uno scaldabagno, o addirittura riadattare una caldaia a gpl. «Quello che doveva essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione, di cui si faceva vanto, si è rivelato un incubo per i cittadini di Pruno e Volegno. Non ci interessano le sfilate allegoriche con ministri – dice Boccoli – e candidati per farsi belli, soprattutto se poi si lasciano decine di cittadini al freddo».
Questa stagione invernale è stata proprio la peggiore. Interruzioni e disagi, su un impianto che è nato male, si sono sempre verificate. Però, anche a singhiozzi, ha sempre funzionato. Questo inverno invece non è quasi mai stato acceso. A quanto pare, Terra Uomini e Ambiente Energia, che si occupa della manutenzione dell’impianto, ha eseguito un intervento sui cosiddetti scambiatori (di acqua calda e fredda). L’intervento però ha causato un altro guasto, dovuto alle guarnizioni. Non sono state sostituite e l’apparato ha iniziato a perdere acqua. È quanto hanno riferito a Il Tirreno alcuni residenti.
«È una vergogna – prosegue la nota stampa di Giovanni Boccoli, che è anche esponente di Forza Italia – e non abbiano alcun timore di dirlo a gran voce: il sindaco, la giunta, i consiglieri e chiunque sia coinvolto in questo scempio amministrativo, economico e politico, deve provvedere al risanamento dell’impianto. Oltre 1milione di euro è stato sprecato, bruciato». Boccoli ricorda anche un altro aspetto, non secondario: «L’esborso economico sostenuto a suo tempo da ogni famiglia ed ora naufragato nel niente». Si tratta delle spese sostenute per l’allaccio all’impianto che brucia cippato e fornisce acqua calda a circa 90 utenze.
Tiziano Baldi Galleni
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