Sicurezza
Al Forte arrivano i robot per studiare i corsi d’acqua
È l’accordo siglato tra il consorzio di bonifica e la facoltà di architettura di Firenze Alcuni droni sorvoleranno per tre mesi i cieli della Versilia analizzando i fiumi
FORTE DEI MARMI. Sorvoleranno i cieli, batteranno le strade, le valle e i boschi. Analizzeranno, prenderanno appunti e poi consegneranno i risultati. Non sono uomini, ma droni. Un esercito di piccoli robot che nei prossimi giorni inizieranno a studiare il territorio, soprattutto la rete di canali di bonifica nelle zone di Forte dei Marmi e Pietrasanta. Rilievi che dureranno almeno tre mesi e che saranno propedeutici allo studio idraulico che il Comune di Forte dei Marmi ha richiesto al consorzio di bonifico.
E questo è progetto proprio frutto di un accordo tra il consorzio e il dipartimento di architettura dell’Università di Firenze siglato nei giorni scorsi: è una moderna convenzione per il monitoraggio dei corsi d’acqua con l’uso di strumentazioni all’avanguardia e al passo con i tempi.
Il rilievo riguarda, come detto, la rete di canali di bonifica nelle zone di Forte dei Marmi e Pietrasanta e verrà eseguito con i droni per le riprese aeree, con il laser per le misurazioni sul terreno e con battelli radiocomandati dotati di sonar per le ispezioni subacquee.
I droni saranno in grado di mappare in modo dettagliato e con estrema precisione il territorio, soprattutto i corsi d’acqua collegati al fosso Fiumetto. Le indagini serviranno per l’elaborazione di un nuovo studio idraulico che il consorzio di bonifica sta realizzandosu richiesta del Comune.
«Siamo entusiasti di poter collaborare con l’università di Firenze in un settore così all’avanguardia come quello dei rilievi topografici con l’uso dei droni – spiega il presidente del consorzio Ismaele Ridolfi –. Un settore in rapido sviluppo, basato su tecnologie innovative, di precisione, che diventano fondamentali per lo studio di moderni progetti al servizio del territorio. Assieme a questi rilievi, concentrati in una porzione di pianura, la convenzione prevede l’avvio della sperimentazione dell’uso dei droni sui corsi d’acqua montani. Nelle zone più impervie è, infatti, spesso molto difficile se non impossibile verificare lo stato dei corsi d’acqua in quanto difficilmente accessibili. Vedere, attraverso i droni, se ci sono alberi caduti che ostruisco il deflusso delle acque, frane che interessano l’alveo dei torrenti garantisce al consorzio livelli di presidio e quindi di prevenzione più efficaci e tempestivi».
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