Sicurezza
Sicurezza sul lavoro: oggi l’assemblea
VIAREGGIO. Il 23 febbraio del 2007 Joubert Thomson, 23 anni appena, cadeva giù dalla prua di una nave da un’altezza di circa 9 metri, un pozzo senza fine. Senza alcuna protezione anti caduta sulla...
VIAREGGIO. Il 23 febbraio del 2007 Joubert Thomson, 23 anni appena, cadeva giù dalla prua di una nave da un’altezza di circa 9 metri, un pozzo senza fine. Senza alcuna protezione anti caduta sulla falchetta della nave stessa - così ricorda la Fiom-Cgil provinciale di Lucca - su un ponteggio che circoscriveva l’imbarcazione la quale, in quel punto e nei piani sottostanti, mancava del piano calpestabile. Cinque giorni più tardi, senza riprendere conoscenza, Joubert, nazionalità sudafricana, giocatore di rugby, perse la vita all'ospedale di Pisa.
Nei giorni scorsi - ricorda la Fiom - «è accaduto l'ennesimo infortunio mortale. Non a Viareggio, ma pur sempre in un cantiere navale, a Pisa e con la stessa dinamica». Lo stesso cantiere navale dei Navicelli dove, nell’aprile 2015, morì Giuseppe Ferrandes, 56 anni, viareggino, titolare di una piccola impresa di pulizie. Anche per lui fatale è stata una caduta dall’alto. «Questo ci impone di aprire una riflessione e di mantenere l’impegno a tenere alta la guardia», annuncia lla Fiom Cgil che per oggi ha convocato l’assemblea provinciale dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dalle 10 alle 11, nell’area mensa di Polo Nautico (in via dei Pescatori 56) a Viareggio. Alla assemblea saranno presenti i lavoratori e le lavoratrici dell'area Polo Nautico, Azimut Benetti, Codecasa, le Rsu e i delegati Fiom Cgil della Versilia.
Nell’occasione sarà deposto un mazzo di fiori presso la lapide dedicata a Joubert. E starà all’assemblea formulare « proposte di iniziative realizzabili per una maggiore sensibilizzazione sul problema sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro».
I lavoratori - conclude la nota della Fiom - «chiedono uno sviluppo di qualità capace di valorizzare il lavoro, la storia e la tradizione manifatturiera di Viareggio e della nautica in generale, salvaguardando i diritti, la salute e la dignità di chi lavora evitando di piangere altri Joubert, Emanuela, Claudio, Elena, Mohamed, Sara, Matteo e tutti gli altri che, come Alessandro Colombini, l'ultimo lavoratore deceduto a Pisa, avevano un sogno…la vita».
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