Il Tirreno

Versilia

Nelle Case della salute stanno male anche i servizi

di Matteo Tuccini

Orari ridotti e ambulatori non sempre garantiti per mancanza dei medici I cittadini: nei distretti l’assistenza non funziona. L’Asl promette miglioramenti

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Si chiamano Case della salute, ma sembra che non stiano molto bene. L’influenza e i mali di stagione qui non c’entrano: a non funzionare è un progetto che piaceva a tutti, ma che non è mai decollato. Perché quelli che una volta erano i distretti sanitari, ribattezzati Case della salute, avrebbero dovuto facilitare il lavoro dell’ospedale Versilia. Intercettando utenti e pazienti che altrimenti avrebbero dovuto rivolgersi al presidio ospedaliero di Lido di Camaiore. Riservato – come si è sempre detto – agli “acuti”, cioè ai malati più gravi. Che hanno bisogno appunto del personale e delle strutture che solo un ospedale può avere.

Il problema è che oggi nella sanità mancano i soldi, mancano i medici, manca la strumentazione. E se l’ospedale fa fatica ad avere tutto questo, figuratevi l’ospedale B: la Casa della salute, appunto. In Versilia tutti sanno che ne funziona solo una: l’ex Croce Bianca di Querceta. Le altre hanno molti problemi anche nell’attività ordinaria: orari ristretti, inferiori a quanto servirebbe; ambulatori specialistici, di cardiologia e ginecologia, che non sempre vengono garantiti per mancanza del personale medico. Ma anche il servizio di neuropsichiatria infantile e l’assistenza domiciliare sembrano segnare il passo. Con gravi difficoltà per chi ha figli con questo tipo di problematiche, oppure familiari anziani o con handicap.

Sul tema c’è stato un incontro tra due comitati di cittadini, Il Comitato sanità Versilia storica e il Comitato sanità pubblica Versilia, e l’Asl. «Ad oggi – scrivono i Comitati – nessuna Casa della salute è aperta 16 ore come dovrebbe, i punti di primo soccorso sono spesso affidati a soli infermieri (spesso personale esterno), la specialistica ambulatoriale è insufficiente ad assicurare una presenza adeguata alle esigenze dell’utenza, la telemedicina non è partita, i servizi ecografici che dovevano essere una parte importante della diagnostica di primo livello sono estremamente limitati».

Secondo quanto riportano i Comitati, l’Asl ha riconosciuto, tramite il responsabile delle attività territoriali Fabio Michelotti, che alcuni distretti sono nella pratica ridotti ai minimi termini: in particolare Torre del Lago e Forte dei Marmi. «Noi – proseguono i Comitati – abbiamo sollevato la carenza riscontrata ultimamente sull’assistenza, sulla cardiologia, la ginecologia, i servizi di semiresidenzialità rivolti ad alcune fasce deboli della popolazione. Ciò è da imputarsi alla carenza sistematica di personale che caratterizza, da un po’ di anni e in maniera sempre più marcata, la sanità. Il dottor Michelotti ha convenuto sull’inadeguatezza del personale, pur negando che si possa parlare di tagli. Il dottor Michelotti – proseguono – ha infine richiamato la normativa nazionale, che impone il rispetto del tetto massimo del monte salari del 2004, diminuito del 1,4% come limite invalicabile. Conferma che lui e gli altri dirigenti si trovano nell’impossibilità oggettiva di valicare questa norma e sono sistematicamente richiamati al suo rispetto da parte della direzione aziendale. Rassicura, però, sulla volontà di ripristinare il livello della cardiologia ambulatoriale e della ginecologia, che su molte Case della salute hanno subito un contraccolpo a seguito di pensionamenti, problemi di salute e maternità non sostituite: è questo il caso delle Casa della salute di Seravezza e dell’ex Tabarracci di Viareggio. Su questo punto ha ottenuto garanzie anche dalla direttrice generale Asl Maria Teresa De Lauretis».

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini