Gioco
I pediatri versiliesi vogliono la linea dura sui vaccini
Castelli (Fimp): se c’è una legge va rispettata, chi non è in regola deve essere espulso da scuola
VIAREGGIO. La questione dei vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola continua a far discutere. Con prese di posizione che, di volta in volta, vengono ribaltate o confermate. Dopo che l’Asl ha spiegato che ci sono meno di cento bambini a rischio espulsione da scuola perché non sono vaccinati, a intervenire sull’argomento sono i pediatri di famiglia. Che, per bocca del rappresentante della Federazione italiana medici pediatri Stefano Castelli, chiedono la linea dura.
Castelli prende spunto dall’articolo del Tirreno in relazione alla legge sull’obbligo vaccinale.
«Il dottor Alberto Tomasi, direttore dell’Area igiene e sanità pubblica dell’Asl nordovest – afferma il dottor Castelli – ha evidenziato che meno di cento bambini rischiano l’espulsione. Si tratta di bambini dei nidi e della scuola materna. Ha evidenziato anche che le coperture vaccinali sono aumentate, attestandosi intorno al 94% per l’esavalente e al 91% per il morbillo. Questo aumento delle percentuali di copertura sicuramente in parte è dovuto alla legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale, ma anche all’azione sul campo dei pediatri di famiglia che hanno iniziato a eseguire le vaccinazioni nei propri studi, grazie ad un accordo siglato circa due anni, nella primavera del 2015, fra tra la regione Toscana e la Fimp (Federazione italiana medici pediatri) Toscana. Il successo delle strategie vaccinali dipende non solo dall’obbligatorietà, ma anche dalla capillarità dell’offerta e dalla fiducia che i cittadini hanno del loro pediatra».
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«Detto questo – prosegue Castelli – mi permetto di non essere d’accordo con il dottor Tomasi sulla linea morbida da seguire: esiste una legge e va rispettata, anche perché se è vero che le percentuali sono aumentate è anche vero che non siamo ancora al 95% delle coperture, per cui non abbiamo ancora l’immunità di gregge; proprio per questo non bisogna abbassare la guardia. Se passasse la linea morbida sarebbe una sconfitta per tutti coloro che in questi anni si sono impegnati per aumentare le coperture vaccinali».
«Infine, se posso – continua il pediatra esponente Fimp – mi permetto di dare un consiglio anche ai sindaci dei sette Comuni della Versilia, che giustamente devono concordare una linea comune, ma che altrettanto giustamente si devono adeguare alla normativa. Per cui dopo il 10 marzo, per i bambini dei nidi e delle materne – conclude Castelli – chi è in regola con le vaccinazioni e chi non presenta idonea documentazione con prenotazione di vaccinazione presso la Asl o il proprio pediatra deve essere espulso da scuola».
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