Gioco
Ora anche il Carnevale di Nizza vuol farsi la sua Cittadella
Pronto uno spazio di 15mila metri quadri dove costruire i carri (di polistirolo). E in Francia il calendario dei corsi non è legato alla Pasqua.
NIZZA. Il prossimo passo sarà realizzare una Cittadella del Carnevale da quindicimila metri quadrati dove realizzare i carri che sfilano tutti gli anni in piazza Massena. Già, perché il Carnevale di Nizza – il più importante di Francia e uno dei più importanti in Europa – guarda a Viareggio come modello di sviluppo per poter crescere ancora. A spiegarlo è Rudy Salles, vicesindaco della capitale della Costa Azzurra – nonché assessore al turismo e alle relazioni internazionali – durante la visita che una delegazione del Carnevale di Viareggio capitanata dal sindaco Giorgio Del Ghingaro e dal vice presidente della Fondazione Marco Szorenyi ha fatto lo scorso weekend proprio a Nizza, dove le sfilate sono ancora in corso (si chiuderanno sabato 3 marzo).
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Due manifestazioni molto più che gemellate – è stato sottolineato durante l’incontro ufficiale in municipio – fra due “città sorelle”. E che spesso, almeno in tema di Carnevale, si sono ispirate l’una all’altra. Pur mantenendo ciascuna le proprie caratteristiche.
Calendario laico. La prima grande differenza fra il Carnevale di Nizza e quello di Viareggio riguarda il calendario dei festeggiamenti. Nella laicissima Francia, infatti, le date dei corsi mascherati sono indipendenti dal calendario liturgico e dunque slegate dalla Pasqua. In Costa azzurra si programma il Carnevale legandolo alle vacances d’hiver, ovvero alle due settimane di festa che vengono concesse agli studenti francesi fra febbraio e marzo per “spezzare” le lezioni. Ecco perché quest’anno il Carnevale di Nizza è iniziato sabato 17 febbraio (lo stesso giorno in cui da noi si è chiuso) e finirà soltanto sabato 3 marzo.
Carnevale a tema. A differenza del Carnevale di Viareggio, ogni anno Nizza dà un tema ai propri costruttori che sono poi liberi di svilupparlo come meglio credono. Quest’anno come soggetto – che è poi diventato anche lo slogan dell’edizione 2018 – è stato scelto Carnaval de Nice roi dell’espace (Carnevale di Nizza re dello spazio) e così tutti i carri hanno giocato su navicelle spaziali e personaggi extraterrestri. A Viareggio, invece, quasi mai è stato imposto un tema ai costruttori. Uno dei rari casi risale al 1964, quando fu dettato come soggetto quello del Carnevale nel mondo e ciascun costruttore si ispirò ad un carnevale celebre nel mondo per il proprio carro (ne fu fatto uno anche su quello di Nizza dal titolo Casta azzurra).
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Sdoganato il polistirolo. Sul fronte dei materiali utilizzati per la realizzazione dei carri, a Nizza è stato definitivamente sdoganato il polistirolo. Ormai la cartapesta – un tempo mutuata proprio da Viareggio – non esiste più e tutte le figure principali sono realizzate direttamente in polistirolo ricoperto da carta e poi successivamente colorato. «E’ più leggero e i costi di lavorazione sono sensibilmente più bassi», spiegano i costruttori d’oltralpe. Ma davvero questa la si può considerare una differenza?
Carri fioriti. Alternati ai corsi mascherati veri e propri, Nizza propone anche dei corsi fioriti (ribattezzati “Battaglie dei fiori”). In questo caso a sfilare sono dei carri addobbati di fiori che vengono riallestiti con fiori freschi ogni volta. Un tempo la sfilata era direttamente sulla Promenade des Anglais (la Passeggiata di Nizza): dopo l’attentato terroristico del 14 luglio 2016 invece, per motivi di sicurezza, la sfilata si tiene nello stesso circuito di quella dei carri (ovvero in piazza Massena).
Ventimila euro per un carro. E parlando di costi, per ogni carro del Carnevale di Nizza (sono complessivamente diciassette tutti di una medesima categoria) è prevista una spesa di ventimila euro. Unica eccezione riguarda quello che a Viareggio chiameremmo il carro d’apertura che rappresenta sempre le roi e la reine del Carnevale per il quale il compenso sale a trentamila euro. Quest’ultimo, per altro, viene bruciato alla fine del Carnevale: un rito che esisteva anche a Viareggio, ma che da molti anni si è perso. Parlando di costi, va detto però che è davvero azzardato paragonare – sia qualitativamente che per dimensioni – les chars di Nizza con i carri di Viareggio.
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Nessun vincitore. Altra differenza fra Nizza e Viareggio riguarda la competizione fra i costruttori. A Nizza non esiste una classifica dei carri e dunque non c’è un vincitore. Inoltre l’appalto per la costruzione dei carri viene affidato ogni anno a cinque storiche famiglie di costruttori suddivise in società: ciascuna, di conseguenza, finisce per realizzare più di un carro.
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Bilanci stellari. Per realizzare ogni edizione del Carnevale di Nizza è previsto un bilancio di circa nove milioni di euro. Molto più di quello di Viareggio che quest’anno non arriva a 4 milioni di euro. Di questi sette milioni arrivano direttamente dal Comune di Nizza. Dallo Stato non è previsto alcun contributo, mentre dalla Regione arrivano circa 100mila euro (per Viareggio il contributo pubblico attualmente è di circa 1 milione e 200mila euro). Considerato che il costo della costruzione dei carri è relativamente basso, il grosso del budget va nell’organizzazione generale, nell’ospitalità di bande e gruppi folcloristici (quest’anno è venuto un gruppo del Carnevale di Rio – con cui Nizza è gemellata - a cui sono stati offerti viaggio aereo, alloggio e vitto per l’intera loro permanenza), nella promozione e nell’animazione. Ma negli ultimi due anni una voce sempre più consistente è riservata alla sicurezza che, dopo l’attentato del 14 luglio del 2016 sulla Promenade des Anglais, è comprensibilmente diventata particolarmente onerosa. E nulla ha a che vedere con quella che vediamo da qualche anno al Carnevale di Viareggio (e che è invece paragonabile a quella di un aeroporto).
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Prezzo dei biglietti. Rispetto a Viareggio, partecipare al Carnevale di Nizza è meno caro. Il biglietto per chi entra nel circuito è infatti di 12 euro per chi assiste in piazza Massena (cuore della festa) e di 5 euro per chi invece si accontenta del resto del circuito. Il costo sale a 21 euro se invece si sceglie di assistere dalle tribune di piazza Massena. Esistono riduzioni per i ragazzi da 6 a 10 anni, mentre sotto i 6 anni l’ingresso è gratuito. Più caro è invece il biglietto per la Battaglia dei fiori che è di 26 euro per chi assiste dalle tribune di piazza Massena e di 12 euro per chi entra nel resto del circuito. Non è previsto un biglietto cumulativo, ma esiste un “pacchetto” per assistere ad una battaglia dei fiori più un corso mascherato (escluso quello in notturna del sabato sera) a 40 euro.
Due milioni di incasso. Complessivamente gli incassi da botteghino del Carnevale di Nizza sono simili a quelli del Carnevale di Viareggio, visto che dalla vendita dei biglietti entrano ogni anno circa due milioni di euro. Va detto però che fra corso mascherato e battaglia dei fiori sono previsti dieci appuntamenti a pagamento (contro i cinque di Viareggio). Se si raffrontano poi gli incassi con i bilanci delle due manifestazioni, Viareggio riesce a coprire con lo sbigliettamento quasi il 70 per cento del costo della manifestazione, mentre per Nizza si può parlare di percentuali quasi invertite.
Pubblico internazionale. A differenza di Viareggio, il Carnevale di Nizza ha una importante fetta di spettatori che arrivano dall’estero. Secondo i dati forniti dal comune, un terzo di spettatori sono di Nizza (o della Costa Azzurra), un terzo provengono dal resto della Francia ed un terzo arrivano dall’estero. Questo grazie ad una politica di promozione che guarda molto oltrefrontiera e ad una serie di relazioni internazionali intessute negli anni.
Poche maschere. Se si escludono i figuranti dei carri e dei gruppi folcloristici, la presenza di persone mascherate al Carnevale di Nizza è abbastanza limitata. Un problema che gli organizzatori stanno cercando di risolvere incentivando l’utilizzo della maschera. Per esempio concedendo l’ingresso gratuito a chi entra mascherato.
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Luci e animazione. Se qualcosa Viareggio deve imparare da Nizza riguarda l’organizzazione del circuito, dove sono allestite delle tribune decisamente più capienti di quelle di piazza Mazzini, c’è un impianto luci e suoni di altissimo livello (e se Viareggio vuol puntare sulle notturne come sembra non può ignorare il problema) e si è investito molto sia sulla spettacolarità (a partire dai maxischermi ad altissima definizione che rilanciano le immagini più suggestive della sfilata) e sull’animazione (con la “Brigata degli agitatori” composta da 60 giovani che coinvolgono gli spettatori in tribuna con giochi, danze e esplosioni di coriandoli e stelle filanti).
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