Attenzione
Scuola: cento bimbi versiliesi rischiano l’espulsione
Sono gli iscritti a nidi e materne non vaccinati. I sindaci si preparano a una linea comune
VIAREGGIO. Circa cento bambini versiliesi sotto i sei anni non sono ancora in regola con le vaccinazioni richieste per l’iscrizione a scuola. Le loro famiglie sono lo zoccolo duro dei no-vax che non hanno intenzione di vaccinarli. Questo significa che i piccoli potrebbero essere espulsi immediatamente da nido e materne, dopo il 10 marzo, ossia il termine massimo per presentare all’istituto la certificazione che attesti le vaccinazioni o, almeno, la volontà di farla (lo dimostrerebbe ad esempio un appuntamento già fissato con l’Asl).
Così ha deciso la ministra della Salute Beatrice Lorenzin che, rispondendo a una richiesta di chiarimenti da parte dell’Anci sulla possibilità di completare o meno l’anno scolastico in corso per i minori che alla data del 10 marzo risultino ancora in attesa di effettuare le vaccinazioni, ha chiarito che potranno rimanere in classe solo i piccoli «i cui genitori dimostrino, con documentazione proveniente dalla Asl di aver presentato la richiesta di effettuazione delle vaccinazioni». Tutti gli altri dovranno essere espulsi. Questo riguarda solo gli asili nido e le materne.
Ad oggi – nonostante le vaccinazioni siano aumentate – 1. 400 bambini sotto i sei anni risultano ancora non in regola. Però c’è un però. «Tra questi ci sono bimbi che hanno magari già fatto due dosi del vaccino esavalente. Quindi non sono perfettamente in regola, ma non sono nemmeno totalmente scoperti», spiega Alberto Tomasi, direttore dell’area Igiene e sanità pubblica dell’azienda Asl nord ovest. Quelli che rischiano l’espulsione in realtà sono molti di meno. «Non arrivano a cento».
Per quanto riguarda le scuole dell’obbligo, invece, non c’è rischio espulsione, ma solo quella di una sanzione fino a 500 euro. Mancano dati aggiornati sui ragazzi non ancora vaccinati. L’Asl però parla di una copertura comunque alta: intorno al 94% per quanta riguarda il vaccino esavalente e al 91% per quello del morbillo.
Ma cosa succederà quindi dopo il 10 marzo? Verranno veramente espulsi i bimbi? Scatteranno davvero le multe? E poi come verranno fatte?
«Difficile dirlo ora – spiega Tomasi –. Io spero che, a questo punto, prevalga la linea morbida. Siamo a metà anno scolastico. Lo dico sia per una questione morale, ma anche medica. Il dato importante infatti è che i vaccini sono aumentati. Adesso abbiamo una situazione epidemiologica molto più tranquilla, quindi i bimbi possono stare in classe».
Le domande, se le fanno anche i sindaci della Versilia. Quello di Camaiore, Alessandro Del Dotto, ha proposto ai colleghi un incontro per «trovare una linea comune». «La normativa – dice – parla chiaro e, se necessario, ci adegueremo». Il sindaco Seravezza, Riccardo Tarabella, e quello di Stazzema, Maurizio Verona, condividono la posizione di del Dotto: sì all’incontro per una decisione comune in linea però con la normativa. Il sindaco di Massarosa, Franco Mungai, invece quasi protesta. «Io sarei per cercare di far completare la scuola anche a questi ragazzi. Non so se sarà possibile dal punto di vista concreto, ma che siano buttati fuori da scuola dei ragazzi il 10 marzo è inconcepibile. E allora perché gli altri possono solo pagare una multa: non sono pericolosi?».
Da Pietrasanta fanno sapere che il Comune non potrà fare altro che adeguarsi alla legge: ergo sì l’espulsione. Il Comune di Viareggio ha approvato un ordine del giorno con cui si impegna «nei limiti di legge ad adoperarsi affinché tutti i minori possano giungere alla conclusione dell’anno scolastico». Se sarà obbligato, quindi, procederà con quanto richiesto dalla ministra Lorenzin.
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