Sicurezza
Versiliana, un osservatorio per la rinascita post bufera
Lo hanno ottenuto le associazioni ambientaliste nell’incontro in Municipio Dalle Mura (Italia Nostra): subito la riforestazione del prato sul lato viale Apua
PIETRASANTA. Il futuro del vero e proprio polmone verde della Versilia a tre anni dalla bufera del 5 marzo che sconvolse il territorio tra Marina di Pietrasanta, Forte e Camaiore. È stato questo l’oggetto dell’incontro che il sub commissario Grazia La Fauci ha avuto con le associazioni ambientalisti, il Consorzio di bonifica, la Soprintendenza. Il progetto lasciato dall’amministrazione del sindaco Massimi Mallegni, poi dimessosi lasciando aperta la strada verso nuovo elezioni amministrative, prevedeva che fossero piantate, complessivamente, 2.765 nuove piante. Oggi, le associazioni ambientalista (Italia Nostra e Legambiente) hanno ottenuto il via libera alla nascita di un gruppo unico di lavoro che comprenda tutti gli Enti coinvolti nel progetto di forestazione, ma anche le stesse associazioni. «L’amministrazione del commissario prefettizio Giuseppe Priolo ci ha dato disponibilità e via libera. Adesso sta a chi governerà Pietrasanta assicurare continuità al tavolo di lavoro», spiega Antonio Dalle Mura, presidente di Italia Nostra Versilia.
All’attenzione del commissario le associazioni hanno portato una serie di richieste «contenute in un documento», continua Dalle Mura, «che è stato accettato da tutti». Al primo punto c’è «la difesa del pino, in modo da tornare alla densità pre-tempesta del 5 marzo, come da Piano decennale 2004». La seconda esigenza, forse la più urgente, quella relativa «all’inserire nel rimboschimento anche la parte sul viale Apua, trasformata in un prato». Ed inoltre, «procedere al rimboschimento tramite semina». Per alberi che siano il pino domestico, «ma anche quello marittimo».
L’intero percorso - così il documento - «dovrà prevedere», sono ancora le parole del presidente di Italia Nostra, «la massima cura del rimboschimento. Con il coinvolgimento di una commissione scientifica a livello universitario che segua gli interventi». Ed il nome che è stato fatto è quello dell’Accademia forestale italiana, «che avrà anche l’incarico - sottolinea Dalle Mura - di progettare il secondo Piano decennale».
Forte dell’esperienza dei tagli in pineta a Viareggio, nell’estate scorsa, tra le richiesta anche quelle di «eseguire gli interventi con piccoli mezzi e a mano, evitando l’abbattimento di alberi ad alto fuso, potando le piante rimaste, il tutto portando il massimo rispetto per il sottobosco che ha una sua funzione molto importante. Per tutto questo - conclude Dalle Mura - chiederemo una regio unica ed un coordinamento di tutti gli interventi».
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