Il Tirreno

Versilia

In pensione 37 medici di famiglia

di Matteo Tuccini
In pensione 37 medici di famiglia

Ci sarà un vero esodo da qui ai prossimi anni Cambio in vista per circa 40mila pazienti

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VIAREGGIO. Circa settemila persone in Versilia dovranno cambiare il medico di famiglia entro la fine dell’anno. Altre decine di migliaia dovranno farlo da qui al 2022. Si tratta dei pazienti assistiti dai 37 medici di base che andranno in pensione entro i prossimi cinque anni per aver raggiunto il limite d’età. Cioè 70 anni. Una rivoluzione, che rischia di causare non pochi disagi. Perché i giovani in grado di dare il cambio non sono in numero adeguato. Tanto che si sta parlando di aumentare il massimale, cioè il numero limite di pazienti assegnati a ogni medico generico, da 1.500 a 2.000.

Secondo l’Asl, nonostante la Versilia abbia già oggi meno medici di famiglia di quanti ne servirebbero, e cioè 115 invece di 120, almeno all’inizio non ci saranno problemi nel ricambio. «I pazienti che avranno bisogno di un nuovo referente nella prima assistenza sanitaria l’avranno: garantiremo la sostituzione di chi andrà via come abbiamo sempre fatto finora», afferma Fabio Michelotti, responsabile delle attività territoriali dell’Asl.

Il primo pensionamento del 2018 è stato quello del dottor Roberto Luzi, a Torre del Lago. Poi è toccato a Giorgio Longa, notissimo professionista di Viareggio. Il prossimo, alla metà di marzo, sarà un altro medico molto conosciuto, il viareggino Enrico Cecchini. Seguiranno i dottori Carlo Andreozzi e Federico Martinelli (Viareggio), Luciano Bonuccelli e Amedeo Pieroni, questi ultimi due con ambulatorio a Camaiore. Questi pensionamenti, ribadisce l’azienda sanitaria, verranno gestiti «come sempre, garantendo a tutti gli assistiti un nuovo professionista di base».

Discorso diverso per il 2019 e per gli anni a venire, quando ci saranno anche undici pensionamenti in un solo anno per raggiunti limiti d’età. Il medico di base, al compimento dei 70 anni, è infatti obbligato a chiudere bottega. In teoria potrebbe chiedere il congedo anche a 68 o 69, ma questo avviene molto di rado: in generale il medico non intende smettere prima. Tanto che alcuni, quando arrivano i 70, si rammaricano perché vorrebbero andare avanti. Fatto sta che in Versilia, come nel resto del territorio nazionale, non c’è un numero di professionisti necessario per sostituire quelli che se ne vanno perché sono costretti o perché decidono di andarsene. Mauro Pardini, notissimo medico di famiglia versiliese ed esponente del sindacato Fimmg che ha lanciato l’Sos sulla questione, afferma: «Quest’anno a Milano, al corso triennale che forma gli appartenenti alla nostra categoria dopo la laurea, non c’era nessun iscritto. Non c’è ricambio, i giovani preferiscono la specializzazione». È il paradosso, uno dei tanti del nostro Paese: abbiamo una sanità ritenuta d’eccellenza mondiale in molti suoi aspetti, ma dove cominciano a scarseggiare i medici. Nel pronto soccorso, nella diagnostica e ora anche nella parte che è più vicina alle famiglie e che rappresenta il primo accesso alle cure.

Fatto sta che nei prossimi cinque anni, considerando anche il 2018, i versiliesi perderanno come detto 37 professionisti oggi in servizio. Per un totale di circa 40mila pazienti che saranno chiamati a fare il cambio. «Per rimediare a questo servirà una programmazione adeguata, ovviamente a livello nazionale, e una formazione dei giovani che possano sostituire chi va in pensione – spiega Michelotti dell’Asl – il problema c’è, ma al momento non si può definire un vero e proprio allarme. Al momento il ricambio è garantito per tutti».

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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