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Un monumento agli sminatori del dopoguerra

Un monumento agli sminatori del dopoguerra

SERAVEZZA. Se la Versilia riuscì a rialzare la testa dopo la terribile prova dell’ultimo conflitto mondiale e a ricostruire il proprio tessuto di infrastrutture e di servizi, i paesi, le industrie,...

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SERAVEZZA. Se la Versilia riuscì a rialzare la testa dopo la terribile prova dell’ultimo conflitto mondiale e a ricostruire il proprio tessuto di infrastrutture e di servizi, i paesi, le industrie, molto si deve all’eroico lavoro degli sminatori Bonifica Campi Minati (Bcm), civili volontari alle dipendenze del Genio Militare che dal 1945 al 1948 liberarono il territorio italiano da un enorme numero di ordigni bellici, ponendo le essenziali basi di sicurezza per la ricostruzione delle zone devastate dalla guerra. In tre anni furono 2500 gli sminatori civili impegnati in tutta Italia nella lunga, complessa e rischiosa opera di bonifica: 393 di essi persero la vita e più di 500 rimasero feriti e mutilati.

A settant’anni di distanza, il Comune di Seravezza e la sezione Anpi Gino Lombardi Versilia hanno deciso di rendere tangibile la gratitudine del popolo versiliese intitolando agli sminatori un monumento che verrà collocato in piazza Lorenzo Iacopi a Ripa. L’inaugurazione stamani alle 10,30 alla presenza delle autorità civili e militari e delle rappresentanze di scuole, associazioni combattentistiche e d’arma. Interverranno il sindaco Riccardo Tarabella, il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri, il colonnello Vittorio Lino Biondi, il professor Giovanni Cipollini in rappresentanza dell’Anpi.

«Nella sua semplicità ma anche nel valore e nella solidità del marmo nel quale è scolpito - dichiara Tarabella - il Monumento agli Sminatori esprime tutta la riconoscenza della comunità versiliese nei confronti di chi, rischiando la propria incolumità, si adoperò nel Dopoguerra per mettere in sicurezza il territorio».

Il marmo per il monumento è stato donato dalla Società Henraux. L’opera è stata realizzata presso lo Studio Giorgio Angeli di Querceta dallo scultore Pietro Navari con la collaborazione di Giancarlo Bertozzi, tutti prestatori d’opera a titolo gratuito. «A loro va il nostro sentito ringraziamento - dice il professor Giovanni Cipollini - questo monumento ci aiuterà a ricordare persone straordinarie, che dettero un contributo decisivo alla ripresa delle normali attività in Versilia dopo la guerra. Persone come Moreno Costa, testimonianza vivente di quel duro lavoro di bonifica, e persone che purtroppo persero la vita. Voglio citare sei di loro, i versiliesi che fra il settembre 1945 e il luglio 1946 perirono lavorando allo sminamento del Monte di Ripa e della zona di Porta: Guido Manetti, Antonio Landi, Giovanni Paoli, Romeo Gregori, Aladino Mafaldo Coluccini e Armando Reinke».

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