Il Tirreno

Versilia

In coma per il metadone: l’Asl manda i suoi ispettori

Melania Carnevali
In coma per il metadone: l’Asl manda i suoi ispettori

L’azienda ha aperto una inchiesta per capire cosa è successo a Villa La Guidara. Entrambi fuori pericolo i due ospiti della Rsa ancora ricoverati al Versilia

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MARINA DI PIETRASANTA. Si è svegliato dal coma anche il secondo paziente della rsa di Marina, Villa La Guidara, che venerdì è finito al pronto soccorso dell’ospedale della Versilia per un’overdose da metadone che nemmeno doveva prendere. Un errore, dicono dalla struttura, su cui anche Asl indaga. L’azienda ha infatti attivato un audit (che è un’indagine indipendente volta a ottenere prove in merito a un fatto accaduto) in cui verranno coinvolti anche i professionisti del rischio clinico, ossia il gruppo dell’azienda che si occupa dell’individuazione, valutazione e prevenzione dei rischi presenti all’interno di un’organizzazione sanitaria.

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I responsabili dell’Asl hanno incontrato quelli della struttura convenzionata, che dovrà inviare una relazione su quanto accaduto. Galileo Berti, responsabile della rsa ha sin da subito parlato di errore. Ai due ospiti della struttura (uno di 63 anni e uno di 55) sarebbe stato dato il metadone (che la struttura riceve dal Serd perché ospita anche ex tossicodipendenti) al posto dei loro farmaci. Nella notte di venerdì si sono sentiti male e sono finiti al pronto soccorso in coma. Uno, il 55enne, si è svegliato quasi subito. L’altro, dopo: adesso si trovano ancora in ospedale (il 63enne in rianimazione) ma sono entrambi fuori pericolo.

Le loro famiglie però chiedono che emerga la verità. «L’errore umano è anche ammesso – commenta il fratello di uno degli ospiti – ma in certi casi, con le persone non capaci di intendere e di volere, ci vuole doppio riguardo. Mio fratello è una persona con cui non è possibile dialogare. Con le cure che fa è sempre molto tranquillo, mai l’ho trovato agitato o ha dato fastidio».

A segnalare l’accaduto è stato il pronto soccorso che ha compilato il referto destinato all’autorità giudiziaria. Sul caso indaga anche la polizia che sta portando avanti gli accertamenti del caso. Per il momento non risulta aperto un fascicolo in procura.

«È importante sottolineare che l’Asl – si legge in una nota dell’azienda sanitaria – potrà mettere a disposizione della rsa le sue competenze e professionalità sia per conoscere quanto è accaduto, sia per fornire tutti gli strumenti per la realizzazione delle necessarie azioni di miglioramento».
 

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