Muore sul lavoro, due indagati versiliesi
Accusati di omicidio colposo dell’operaio pisano anche un massarosese e un camaiorese
MASSAROSA. Ci sono anche due versiliesi tra gli indagati per la morte dell’operaio morto su un cantiere della Darsena pisana: il titolare della Seven Star Davide Mugnaini di Massarosa e Gabriele Del Dotto, responsabile della ditta di verniciatura.
In tutto sono sei, ma il numero è destinato ad aumentare, gli indagati per la morte di Alessandro Colombini, il saldatore di 39 anni deceduto nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 febbraio a causa delle lesioni riportate nella caduta da 14 metri avvenuta nel cantiere navale “Seven Stars”.
Alle figure professionali iscritte sul registro degli indagati per omicidio colposo se ne potrebbero aggiungere altre, quelle di chi materialmente ha provveduto a installare e coprire con il telo di nylon il ponteggio del volo mortale in cui ha perso la vita il padre di famiglia che lasciato un figlio di 8 anni.
Gli indagati. Sono il titolare della Seven Stars, Davide Mugnaini, 54 anni, di Massarosa; Davide Piccolino Corsico, 60 anni, di Santa Margherita Ligure, responsabile dell’area tecnica dell’azienda; Alessandro Del Sarto, 49 anni, di Visignano, capobarca dello yacht in refitting; Gabriele Del Dotto, 44 anni, di Camaiore, responsabile della ditta di verniciatura; Giuliano Gallinari, 55 anni, di Arena Metato, titolare dell’azienda fornitrice del ponteggio; Michele Puccini, 46 anni, di Cascina, titolare della Mp Metal, alle cui dipendenze lavorava Colombini.
L’incarico. Il magistrato Miriam Pamela Romano ha incaricato l’ingegner Maurizio Orsini di Casciavola di redigere una perizia per chiarire le cause dell’infortunio mortale mettendo insieme la dinamica del volo e l’allestimento dell’impalcatura.
Su quel ponteggio c’erano saldatori e verniciatori. Agli indagati si contesta una responsabilità oggettiva sul presunto mancato rispetto delle norme e l’informazione al personale circa la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ma c’è anche chi era sul posto e involontariamente ha coperto il buco con il telo per coprire il ponteggio dalla vernice.
Lo scenario su cui lavorano gli inquirenti è che per non imbrattare le tavole del ponteggio nella fase di verniciatura dello yacht siano stati stesi dei teli di nylon. Il saldatore nello spostarsi potrebbe aver messo il piede in un punto in cui non c’era il pannello. Solo che non poteva saperlo perché il vuoto era coperto dal nylon.
L’addio. Oggi alle 15,30 nella chiesa di San Lorenzo a Pagnatico verrà portato l’ultimo saluto a Colombini.
Pietro Barghigiani
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