Il Tirreno

Versilia

Il parroco nega la sala ai cittadini

Il parroco nega la sala ai cittadini

Camaiore, clima teso a Monteggiori: «Quello spazio è il luogo di aggregazione del paese»

2 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Il parroco nega la sala parrocchiali ai residenti e chiude al dialogo sulla sua riapertura. In un paesino in cui non c’è neanche il bar, la chiesa è un punto importante di aggregazione della comunità. Ma a Monteggiori il clima teso tra il parroco, don Beniamino Bedini, e i fedeli ha reso la chiesa il luogo delle recriminazioni. E la questione è finita sul tavolo del vescovo dato che gli abitanti di Monteggiori hanno raccolto le firme e presentato una lettera direttamente a Castellani.

Questi dissapori nascono ad aprile del 2017 quando il parroco invita i paesani a una riunione paesana per annunciare una festa per raccogliere fondi per la chiesa. Il prete aveva già deciso di affidare l’organizzazione alla confraternita di “Nostra Signora”, cosa che aveva già fatto risentire i fedeli i quali sentivano di non essere stati interpellati o presi in considerazione. Don Bedini, secondo il racconto dei firmatari della lettera al vescovo, avrebbe dichiarato che la festa sarebbe andata avanti «con o senza l’aiuto dei paesani». I residenti di Monteggiori hanno comunque deciso di dare una mano.

Sennonché a quella festa, che si è tenuta il 25 giugno scorso, è successo un evento increscioso: un uomo si è completamente denudato davanti a tutti e per sedarlo alcuni volontari vestiti con le uniformi della confraternita lo hanno aggredito. Cosa che aveva suscitato qualche polemica in paese.

«Da quell’episodio tutto è cambiato - raccontano i cittadini - Abbiamo notato che nei giorni successivi le serrature della sala giochi erano state cambiate. Usiamo quella sala da sessant’anni per i compleanni, le feste e le riunioni del comitato». I residenti hanno provato a chiedere spiegazioni al parroco il quale però, proprio in riferimento a quell’episodio, ha risposto che «non c’è alcun dialogo e la chiusura della sala giochi è definitiva». Le ragioni? Sarebbe tutta una reazione a «brutte parole dette da alcuni paesani» dopo l’episodio dell’uomo denudato e per il «basso incasso della festa», riferiscono i cittadini. Interrogato dal cronista, don Bedini ha preferito non entrare nel merito della questione, confermando tuttavia la chiusura della sala: «Mi sono consultato con i miei superiori e ho seguito il loro consiglio. Queste persone - ha risposto al telefono - hanno scritto al vescovo e sarà da Lucca che avranno risposte». Tuttavia alla curia ieri nessuno poteva chiarire i fatti.

(cbm)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa