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Versilia

Ponsi, l’azienda conferma i licenziamenti scesi a 13

di Cesare Bonifazi
Ponsi, l’azienda conferma i licenziamenti scesi a 13

Ma il sindacato chiede un piano industriale per salvare la produzione La proposta: riassunzione dei dipendenti in esubero nelle ditte di fornitori 

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MASSAROSA. Tredici persone andranno a casa, non più diciassette. Questa è la conferma che è arrivata nella mattinata di ieri ai lavoratori della Ponsi durante il tavolo tra i rappresentanti sindacali e la dirigenza della Ercos, il gruppo lombardo che da un paio d’anni possiede la rubinetteria versiliese. Un nuovo incontro dopo quello del 9 febbraio scorso in cui la società si era detta disponibile ad aprire un tavolo di trattativa. All’incontro era presente la Rsu, Massimo Braccini, Mauro Rossi e Nicola Riva per la Fiom Cgil e Narcisa Pellegrini per la Fim Cisl.

Non scende proporzionalmente l’attenzione della Fiom Cgil sul caso perché il futuro del sito produttivo sembrerebbe comunque minacciato. Ed è per questo che sono state nuovamente richieste garanzie per salvare produzione ed evitare altri licenziamenti. Va considerato infatti che coloro che continueranno a lavorare part-time. Inoltre alla ditta verrà richiesto di ricollocare nel territorio alcuni degli esuberi.

«Abbiamo incontrato stamani (ieri per chi legge, ndr) la direzione della Ercos all’associazione Industriali di Lucca in merito alla procedura di licenziamento collettivo aperta il 25 gennaio - scrive il sindacato in una nota - abbiamo registrato un segnale positivo da parte dell'azienda che ha comunicato di poter ridurre il numero degli esuberi da 17 a 13. La società ha poi rappresentato la collocazione degli esuberi e ha provato anche a spiegare, senza convincerci, che le attività potranno proseguire solo con questa dimensione aziendale».

Insomma, secondo quanto riferito dalla Ercos, questi licenziamenti sarebbero essenziali alla sopravvivenza stessa della Ponsi.

«Come rappresentanti dei lavoratori - continuano i sindacalisti - abbiamo ribadito che questa ipotesi, per poter trovare una credibilità, deve essere sostanziata da un piano industriale che garantisca una prospettiva nel futuro ma che resta insostenibile. Abbiamo anche ribadito che non è nel nostro interesse, come vissuto nel recente passato, fare un accordo che poi possa essere rimesso in discussione. Abbiamo poi chiesto di poter ricollocare il personale attualmente considerato in esubero presso gli attuali fornitori o la possibilità di ricercarne di nuovi in loco, per favorire la rioccupazione dei lavoratori. E l'azienda ha dichiarato di voler valutare questa possibilità».

L’azienda dovrà quindi mettere nero su bianco i progetti che ha per la Ponsi in vista del prossimo incontro del 5 marzo. Intanto Cgil proseguirà la mobilitazione dei lavoratori con scioperi e assemblee, la prima oggi allo stabilimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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