Il Tirreno

Versilia

Salvata a 25 anni da un'infezione, anche i medici si commuovono. I genitori scrivono una lettera

di Matteo Tuccini
Salvata a 25 anni da un'infezione, anche i medici si commuovono. I genitori scrivono una lettera

Viareggio, torna dalle vacanze con l’influenza: da lì inizia un calvario che si risolve solo dopo un mese e mezzo. L’omaggio dei genitori a chi l’ha curata: «Siete stati una squadra eccezionale, anche nelle emozioni»

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VIAREGGIO. Che cosa si prova a salvare una vita? Solo chi avuto la fortuna e la capacità di farlo, una volta o mille, è in grado di raccontarlo. Ma cosa si prova a veder salvare la vita di ciò che ci è più caro in questo mondo, un figlio? Alessandro Foti e Federica Tamburini, due genitori viareggini, hanno provato a spiegarlo in una lettera. Pochi giorni fa la loro figlia Laura, 25 anni, è tornata a casa dopo quasi un mese e mezzo di calvario in ospedale.

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Alessandro e Federica hanno deciso che si poteva e si doveva parlare di chi avevo reso possibile questa emozione enorme. Hanno deciso che si doveva sapere cosa era stato fatto, perché nessuno dimenticasse. Loro ci hanno provato, come tutti i genitori, a «esprimere in poche parole la gratitudine immensa che proviamo per tutto il personale dell’ospedale Versilia». Perché le parole, per quanto tante, sono poche rispetto a una storia così forte, così vera. Una storia che ha commosso anche i medici che l’hanno vissuta. «Avevano i lucciconi agli occhi anche loro», racconta Federica.

Laura è stata ricoverata all’ospedale Versilia poco dopo essere tornata dalle vacanze di Capodanno. La sua sembrava una banale influenza e invece era un’infezione. Un problema che è diventato sempre più serio e che è dovuto passare anche da un complicato intervento chirurgico. «I nostri ringraziamenti – dicono i genitori – iniziano dal dottor Fabrizio Erra, bravissimo ecografista che al pronto soccorso ha voluto indagare a fondo una situazione non chiara e ha chiesto subito un consulto e una Tac (nonostante il pronto soccorso fosse pieno e fosse passata mezzanotte). Tra tutti i medici coinvolti ne citiamo alcuni in ordine cronologico: la dottoressa Veronica Lazzarini che dal pronto soccorso è stata chiamata in urgenza per un consulto nel cuore della notte, ha ricoverato nostra figlia ed è stata con lei quasi un’ora, cercando di tranquillizzare e spiegare quale fosse il problema; il dottor Fabrizio Biffoli del reparto di rianimazione che, quando il giorno dopo la situazione è purtroppo precipitata, le ha letteralmente salvato la vita, spendendosi in ogni modo fino a che il quadro clinico si è più o meno stabilizzato, commuovendosi poi con noi per questo grande successo; il dottor Giovanni Paolo Cima, primario di ginecologia, che ha svolto il lungo e delicatissimo successivo intervento, che le ha consentito di risolvere chirurgicamente il problema e che ci ha seguito con competenza e affetto in tutto il percorso, fino all’abbraccio commosso della dimissione, concordandosi poi con tutti i successivi reparti per ogni terapia; i dottori Fascetti, Bertolucci e Annoni del reparto di medicina che, oltre alla loro grande professionalità, hanno dimostrato grande umanità, disponibilità, cortesia e attenzione anche nelle piccole cose quotidiane; la dottoressa Chiara Martinelli, dirigente medico infettivologo dell’ospedale di Livorno, chiamata in consulto; il dottor Federico Corti, primario di gastroenterologia, che ci ha seguito per tutte le problematiche legate alla complicata anamnesi pregressa e che sarà il nostro “angelo custode” anche nei mesi a venire».

La lettera conclude. «E infine, ma solo perché a lui abbiamo riservato l’abbraccio finale alla dimissione, il dottor Daniele Taccola del reparto di medicina, ottimo medico ed eccellente ecografista, che è riuscito, in coordinamento con tutti gli altri sopra citati, a stabilizzare la situazione e a traghettarci lentamente verso la dimissione, agendo spesso anche da prezioso motivatore in una situazione psicologicamente ormai fragile. Grazie di cuore anche a tutto il personale tecnico, infermieristico ed ausiliario che abbiamo incontrato e che ha contribuito spesso ad alleviare in ogni modo questo lungo e difficile periodo».

«È proprio grazie a tutti voi – concludono Alessandro e Federica – se adesso Laura è a casa sana e salva. Non ci sono mai abbastanza parole per ringraziare chi salva la vita di un figlio, ma speriamo che queste nostre parole servano almeno a testimoniare di quanta professionalità, sinergia e umanità sia pieno il nostro, spesso vituperato, ospedale Versilia».

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