Madonnina, i pontili cadono a pezzi L’asta a fine marzo
Le denuncia dei diportisti che abbandonano l’approdo «Un bene pubblico non può essere lasciato a marcire»
VIAREGGIO. È uno sfogo, quello di Marino Barsotti, ex diportista cliente della Viareggio porto, approdo della Madonnina. Ma è anche la voce dei tanti diportisti che ogni giorno si trovano alle prese con lo stato della struttura. «Da un anno ho lasciato il porto di Viareggio. Era in pessime condizioni. Ora sta letteralmente scoppiando. Come può una città tuttora famosa per le sue bellezze, per la sua nautica, per le sue spiagge, avere una marina in questo stato pietoso? Se fossi un armatore, magari di una barca di un certo livello, mi guarderei bene dal venire da queste parti, con il rischio di distruggere la barca e magari anche di mettere in pericolo la propria incolumità fisica». Considerando, va aggiunto, che l'assicurazione della società interamente pubblica non copre più- ormai da tempo - i danni provocati alle imbarcazioni dall'incuria dell'approdo. Barsotti pubblica le foto scattate ai pontili: «Sono tenuti da delle cime, le assi di legno si stanno staccando e c'è il rischio che i moli si tronchino in due alla prima mareggiata portandosi via tutte le barche ormeggiate. Gli ultimi due, il 9 e il 10, sono inagibili e pericolanti, e vuoti. Invece di ripararli si lasciano marcire, rinunciando a 600 o 700 mila euro l'anno. Mai visto un porto in uno stato così comatoso. Viareggio è ancora più bella».
Un approdo, quello della Madonnina, gestito da una società interamente pubblica la quale sta mandando in malora un bene che avrebbe avuto bisogno di almeno 400.000 euro di investimenti alla data in cui - ed era il luglio 2015 - la Viareggio Porto è stata dichiarata in liquidazione. Oggi se ne occupano il liquidatore, Claudio Matteoli, nominato con atto del 20 maggio 2015; e Marco Marchi, commissario liquidatore, con il commissario giudiziale, Giovanni De Gaetani. Una terna di professionisti remunerati per seguire gli atti relativi alle sorti della Viareggio Porto. I cui diportisti - almeno quelli del Circolo “la Madonnina” - ad inizio anno si sono messi d'accordo per pagare solo metà dell'importo dovuto, anticipatamente, per l'ormeggio. E questo è il quadro ad oggi, mentre si attende l'ennesimo bando per la vendita della società. Alla prima asta si era arrivati a fine dicembre 2016, con una quotazione di 3,3 milioni e rialzi da un minimo di 50.000 euro. Nessuno si era presentato, neppure la cordata societaria facente capo a Pasquale Sgrò, che nel 2015 aveva costituito la “Porto Viareggio partecipazioni” con la partecipazione di numerose società della Darsena e non solo, compreso il Gruppo Del Pistoia (padre e figlio), socio del Comune. A giugno 2017 la seconda asta per una cifra di 1.850.000 euro.
Nel frattempo la Regione Toscana ha modificato la legge costitutiva dell'Autorità portuale regionale e lo scenario è diventato quello di una gestione pubblica (Regione e Comune) della società, che ha le concessioni di Madonnina e Triangolino, l'area dove dovrebbe sorgere un nuovo approdo turistico. Le trattative tra Comune e Regione andranno avanti per tutto il 2017. A novembre dello stesso anno, l'ennesima asta per un importo di 1.044.141 euro. Ed ennesimo bando andato deserto. Nello scenario, nei mesi prima dell'ultimo bando 2017, è entrato lo stanziamento di 1 milione da parte della Regione, nei propri bilanci, in vista dell'acquisto della Viareggio Porto. A quel punto sarebbe stato lo stesso Comune a rivendicare la maggioranza della società. Per poi affidarne ai privati la gestione. E la stessa cordata nata nel 2015 si era detta subito interessata. In mezzo non è morto lo scenario di un privato che acquista la Viareggio Porto, magari per guardarsi intorno ed “allargarsi” nel tempo. Un'ipotesi che non è mai andata giù a Rossi, ed allo stesso Del Ghingaro. Tanto che - questo si raccoglieva da indiscrezioni tra Firenze e Viareggio - Regione e Comune «potrebbero ritirare le concessioni se si andasse avanti con le aste» e si facesse avanti un privato. Oggi, mentre un bene pubblico va così in malora - e sarebbe interessante l’opinione della Corte dei Conti regionale - si attende la nuova asta. Prevista per fine marzo.
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