Gioco
Il Carnevale cerca il riscatto: domenica la sfilata decisiva
PIETRASANTA. Non si può parlare di un passo falso, perché è già stato un mezzo miracolo se il Carnevale pietrasantino domenica sia riuscito ad andare in scena. La pioggia dell’ora di pranzo ha dato...
PIETRASANTA. Non si può parlare di un passo falso, perché è già stato un mezzo miracolo se il Carnevale pietrasantino domenica sia riuscito ad andare in scena. La pioggia dell’ora di pranzo ha dato una mazzata alla scelta di molti di uscire di casa e scendere in piazza per partecipare alla festa. Che vedrà il suo culmine già domenica prossima, con la sfilata conclusiva e la proclamazione dei vincitori di questa edizione del Carnevale. I pronostici si sprecano, ma è evidente quali siano le contrade più attrezzate per la vittoria finale: nei carri la maestosità ha il suo peso e il gattone con i topi della contrada della Lanterna dimostra ancora una volta la competitività dei maestri biancocelesti. Il joker del Pollino dà un grande impatto visivo, così come il Sub dell’Africa Macelli che si sviluppa molto in orizzontale come gli altri due e si completa bene con una mascherata dove non mancano mai i trampolieri-meduse. Outsider per un buon piazzamento un altro Gatto, quello mutato di Brancagliana, con cartapesta di fatto assente, ma proprio perché mutante è fatto di tubi ed altri materiali particolari. Nella sfilata fanno sempre più figura quelle numerose: Strettoia mira a difendere il titolo dello scorso anno: la regina Elisabetta lascia il posto alle statue della Libertà che ci fanno riflettere sulla vera liberta. Bene gli Antichi Feudi ed il solito Pollino Traversagna. Bella, ma poco numerosa quella di Pontestrada ed il loro Disco Inferno, come a dire i John Travolta non finiscono mai. E poi i tanti bimbi: quest’anno la moda punta sui SuperPigiamini della Tv, che sono i fenomeni del momento. Domenica è già tempo di verdetti con tutte le polemiche che ogni anno ci sono, ma che sono parte di ogni carnevale che si rispetti perché si giudica in poche ore il lavoro di mesi e mesi.
Michele Morabito
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