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Versilia

Bimbi non vaccinati a scuola nei limiti di legge

Bimbi non vaccinati a scuola nei limiti di legge

Così la mozione approvata all’unanimità dal consiglio tra tante voci contrarie alla normativa

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VIAREGGIO. Il consiglio comunale si impegna sul destino dei bambini non vaccinati, nella fascia zero-sei anni, affinché dal 10 marzo non debbano lasciare nidi e scuole dell’infanzia. E la mozione di Stefano Pasquinucci (Gruppo misto) passa all’unanimità ma con un correttivo, come da emendamento presentato da Matteo Ricci (capogruppo di “Io sto con Viareggio) che annulla ogni buon proposito, là dove si finisce per leggere che l’amministrazione si impegna ad «adoperarsi affinché tutti i minori non vaccinati possano giungere alla fine dell’anno scolastico senza interruzione della continuità didattica» (mozione Pasquinucci), ma ciò avverrà «nei limiti previsti dalla legge e dalle disposizioni in materia» (emendamento).

Il risultato non è niente di diverso dalla nota che il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha inviato all’Associazione nazionale comuni italiani il 3 febbraio scorso: i bambini le cui famiglie possono dimostrare di avere i un appuntamento con l’Azienda sanitaria, non importa per quale data, non vedranno i propri figli allontanati da scuola dopo il 10 marzo. Cosa che accadrà, invece, per quei genitori che - in nome della battaglia dell’ampio movimento che si è espresso contro la legge e che da tempo contesta il sistema di vaccinazioni - non forniranno ad asili e scuole uno straccio di appuntamento. Perché questi sono, appunto, i limiti previsti dalla legge e dalle disposizioni in materia. Come da dicitura della mozione.

Non sarà un caso se più di una voce si è levata a contestare la legge in vigore. «Ci siamo fatti carico della tutela dei bambini, affinché non siano sottoposti a vaccinazioni così massicce», ricorda la capogruppo Cinque stelle Annamaria Pacilio, illustrando il lavoro fatto dal Movimento in tutta Italia. «Il ministro Lorenzin», così Gloria Puccetti (Lista Del Ghingaro) non ha previsto che l’obbligo non radica mai la consapevolezza della prevenzione». Per Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini, «quando le leggi sono ingiuste e sbagliate bisogna avere la possibilità dirlo e di combattere una battaglia legittima. Battaglia che va portata avanti fuori dal consiglio, nelle città nelle istituzioni, per fare sì che quella legge, che è profondamente sbagliata, sia cambiata». Posizione analoga quella di Maria Pacchini, capogruppo Lega: «Noi siamo per la libertà di decisione delle famiglie».

Donatella Francesconi

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