Verdetti, Allegrucci fuori dal podio per appena due punti
Rese note le schede dei giurati: ma resta segreto l’abbinamento con i nomi
VIAREGGIO. Per dieci giurati (su ventiquattro) era da primo premio. Per quindici era almeno da podio. Insomma, quella dei fratelli Cinquini è stata una vittoria netta, perentoria. Visto dall’ottica delle giurie - tutte rigorosamente non viareggine e di cui pubblichiamo i nomi a fianco (anche se la Fondazione non ha specificato chi fra i giurati ha votato per i carri e chi per le mascherate) - l’edizione 2018 del Carnevale ha come assoluti trionfatori i Papaveri rossi.
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Vittoria per distacco. Come già avevamo anticipato sul giornale di ieri, quella dei fratelli Cinquini è stata una vittoria per distacco. Alessandro Avanzini - secondo classificato con Aspettando Godot - ha infatti rimediato un ritardo di 21 punti. Ritardo che sale a 34 punti se raffrontato con Fabrizio Galli (terzo classificato) e a 36 con Jacopo Allegrucci (quarto classificato, ma considerato da moltissimi l’altro pretendente alla vittoria).
Avanzini primo per sei giurati. Alle spalle dei fratelli Cinquini, Aspettando Godot di Alessandro Avanzini ha comunque raccolto molti consensi fra i giurati. Per sei di loro (un quarto del totale) meritava infatti il primo posto, per altri sei era comunque da podio. Insomma, anche il secondo posto - nel giudizio della giuria - è stato abbastanza netto.
Terzo posto al fotofinish. Dove semmai si è assistito ad un arrivo in volata è stato per l’ultimo gradino del podio. L’ha spuntata La pace di cristallo di Fabrizio Galli che è stato giudicato da primo posto solo per un giurato, ma che ha collezionato una lusinghiera sfilza di podi (dieci complessivi). Risultato: per appena due punti è riuscito ad avere la meglio sul Pifferaio magico di Alessandro Allegrucci (101 punti per Galli, 103 per Allegrucci), che ha collezionato due primi posti e sette secondi posti, ma ha rimediato anche tre settimi, due ottavi e un nono (e ultimo) posto che lo hanno fatto scivolare - fra le polemiche - ai piedi del podio.
Ma proprio nel gruppo per la volata finale per il podio è rimasto fino all’ultimo anche Roberto Vannucci con il suo In un mondo che... prigioniero è che si è piazzato alle spalle di Allegrucci per un sol punto (ed ha collezionato anche due primi, due secondi e sei terzi posti).
Schede anonime. Come si può notare dal grafico, la Fondazione Carnevale ha deciso di rendere note soltanto le schede voto, ma senza abbinarvi i nomi dei giurati (le schede sono 24 perché uno dei giurati non ha compilato per intero la classifica e dunque la sua scheda è stata annullata). Insomma, si sa come è maturato il voto, ma non si sa come ha votato ogni singolo giurato. Non solo. Nel rendere noti i nominativi delle giurie, la Fondazione non ha specificato chi ha votato per i carri di prima e seconda categoria e chi invece ha votato per le mascherate in gruppo e le maschere isolate.
Una decisione che da una parte non è sinonimo di quella trasparenza che dovrebbe caratterizzare il voto delle giurie e dall’altra deresponsabilizza chi è chiamato a stilare la propria classifica che può sempre contare sull’anonimato.
Fra le tante modifiche alle quali si sta pensando per le giurie del futuro, forse sarebbe il caso di rivedere anche questo aspetto.
@ClaVecoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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