Finanza
Rabbia e delusione per Allegrucci quarto
Il Pifferaio alla vigilia dell’ultima sfilata era dato per favorito «Realizzare carri del Carnevale evidentemente non premia più»
VIAREGGIO. «Basta. È guerra». La delusione nello staff di Jacopo Allegrucci, quarto classificato con l’imponente pifferaio di “È come credere alle favole”, ha queste parole, raccolte a caldo, dopo l’annuncio che il carro è fuori dal podio, quarto classificato. «Abbiamo capito: il carro di Carnevale non viene più premiato», è la prima dichiarazione del costruttore approdato quest’anno alla prima categoria. Già. Perché, come afferma uno dei componenti della coreografia, «a questo carro non gli mancava niente».
Se si resta nella storia della struttura delle costruzioni che hanno fatto grande il Carnevale di Viareggio, quella di Allegrucci aveva la maschera caratterizzante, era piena al centro e ai lati, ed aveva un retro curato. Il tutto condito con movimenti - quelli del pifferaio, ma soprattutto quelli dei topi - che rendevano il carro vivo. Tanto che alla costruzione è andato il “Premio innovazione”. Perché il carro che vince davvero, alla fine, è quello che ti ricordi l’anno dopo e quelli che seguiranno.
«Ma il quarto posto vuol dire una cosa sola», prosegue il carrista: «Che realizzare questo tipo di carri non premia. Quindi bisognerà cambiare il modo di vedere i carri. Insomma, bisogna adeguarsi. Bisogna rivedere le cose».
Le tensione è forte nello staff di Allegrucci ben prima del verdetto. Il volto del costruttore è teso. Perfino le sue bimbe contestano con forza la classifica che scorre inesorabile chiedendo ripetutamente: «Ma noi dove siamo?». Eppure da uno dei balconi della Passeggiata, poco prima dei colpi di cannone che chiudono l’edizione 2018 del Carnevale, era apparso il premio più bello: lo striscione scritto a mano che dice «La favola del carnevale siete voi».
Perché il popolo del Carnevale ha riconosciuto nella costruzione di Allegrucci la storia della manifestazione. Ed i suoi topi, con la modellatura perfetta ed i movimenti che sorprendono e spiazzano, resteranno nella storia del Carnevale. «Ma i giurati da dove vengono: da MIlano?», è una delle voci dello staff. Cui si aggiunge l’ironia caustica sul tema dominante di quest’anno, i temi tristi portati in scena complessivamente dalle costruzioni: «L’anno prossimo facciamo piangere anche noi... Si tireranno le cipolle dal carro», è un’altra delle voci intorno al costruttore. Ed ancora: «I movimenti sui carri non servono più. L’anno prossimo mi metto a fare il falegname».
Una ragazza giovanissima prova a soffiare via un po’ delle nuvole nere sul volto di Jacopo Allegrucci: «Sono venuta al Carnevale solo per vedere il tuo carro».
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