Lutto
Avanzini: «Non si può vincere sempre»
In casa Avanzini si stappa lo champagne. Un ottimo secondo posto che conferma vincente la linea dell’emozione. Il conto alla rovescia, fino all’ultimo si spera in un bis di Frontiere. Quasi. E...
In casa Avanzini si stappa lo champagne. Un ottimo secondo posto che conferma vincente la linea dell’emozione. Il conto alla rovescia, fino all’ultimo si spera in un bis di Frontiere. Quasi. E comunque la medaglia d’argento piace. «Mi aspettavo sicuramente un terzo posto – dice il carrista – avevamo personalità, non poteva passare inosservata. Felice e soddisfatto per questo risultato».
Alla domanda se non avesse potuto fare di più per riuscire a confermarsi vincitore lui allarga le braccia: «Non si può vincere sempre». Come un provetto pilota di Formula 1, nella pioggia, stappa una bottiglia e spruzza alcol sui suoi collaboratori. Un fattore determinante, quel tocco di magia, l’ha dato lo spettacolo messo in scena dai ballerini. Il merito di questo secondo posto è anche di Chiara Cinquini, la coreografa: «Il nostro era un carro che parlava a un altro livello. Poteva essere frainteso, ma la poesia è stata capita anche quest’anno».
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