Il Tirreno

Versilia

Una massarosese scala la dirigenza dell’Onu

di Cesare Bonifazi
Una massarosese scala la dirigenza dell’Onu

Manuela Morelli, nata a Bozzano, ha un ruolo manageriale all’agenzia Itu che si occupa di strategie di telecomunicazioni internazionali

3 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Manuela Morelli ha 39 anni, è nata a Bozzano nel comune di Massarosa, ha un marito, un figlio e vive a Ginevra dove lavora per l’Onu. Ma lei non ama definirsi un cervello in fuga perché in realtà le manca la sua terra e spera un giorno di tornare. La cosa che più le provoca nostalgia della Versilia è il Carnevale: «Sono anni che non riesco a venire e mi dispiace tanto - dice raggiunta al telefono in una pausa di lavoro - fortunatamente ci sono i social network e riesco comunque a vedere i carri». Una passione, quella per il Carnevale, che è però secondaria a quella della propria famiglia e a quella per il suo lavoro che l’ha portata a diventare una dirigente per un settore delle Nazioni Unite, la Itu, l’agenzia che si occupa di telecomunicazioni internazionali.

Che ruolo ricopre all’Onu?

«Ho sempre un problema a tradurre dall’inglese i ruoli istituzionali. Semplificando posso dire di essere il capo della pianificazione e sviluppo del personale di questa organizzazione delle Nazioni Unite di cui faccio parte, la Itu».

Di che cosa si occupa questa agenzia?

«Essenzialmente telecomunicazioni: si occupa di definire gli standard nell'uso delle onde radio. Offre un servizio di supporto alle altre agenzie, come Unicef e Fao. Ne fanno parte attualmente 130 stati».

Come è arrivata a questo importante ruolo?

«È stato un percorso di grande sacrificio che mi ha portata in giro per il mondo e a stare molto lontana dalla mia famiglia. Ho lavorato per Unicef, per la sede centrale a New York, sempre nell’ambito della gestione del personale. Questo mi ha permesso di poter conoscere realtà diverse anche all’interno dell’Onu».

Qual è stato il suo percorso di studi?

«Sono molto fiera di poter dire che tutta la mia formazione è avvenuta in Italia. Mi sono laureata a 23 anni, un po’ in anticipo rispetto ai tempi, all’università di Pisa. Ho una laurea in Lettere e Filosofia. Poi sono andata alla Cattolica dove ho fatto un master in Psicologia. Ho preso poi un dottorato di ricerca, sempre a Pisa, in Sociologia, mentre lavoravo».

Come è approdata all’Onu?

«Dopo la laurea mi sono trasferita a Roma per specializzarmi in risorse umane e ho cominciato a lavorare per alcune multinazionali come Mercedes Benz e poi alla Q8 Petroleum. Mi sono fatta le ossa in questi ambienti internazionali finché non ho fatto un progetto di sei mesi alla Fao. Quando ero lì ho provato a fare un concorso per entrare all’Onu. Devo ammettere che non ci sono riuscita alla prima volta. Ma fa parte del gioco».

Una volta entrata, ha girato il mondo?

«Sono stata mandata a New York per due anni e poi sono andata in Africa, a Nairobi. Poi sono tornata in Europa e sono passata all’Oms».

Quando è tornata in Europa ha avuto finalmente tempo per la famiglia...

«Dopo anni di distanza mi sono riunita a colui che poi è diventato mio marito, Nicola, che è il medico coordinatore del centro endometriosi dell’ospedale di Ginevra, e abbiamo avuto un bellissimo figlio Ludovico, che è la mia gioia più grande».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa