Il Tirreno

Versilia

Strage, il ministro Delrio: «Incontrerò i familiari»

di Donatella Francesconi
Strage, il ministro Delrio: «Incontrerò i familiari»

La risposta di Marco Piagentini e dell’associazione “Il mondo che vorrei”: «No, grazie. Per occuparsi di sicurezza non bisogna attendere l’iter giudiziario»

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VIAREGGIO. «È mia intenzione incontrare i familiari delle vittime su sicurezza e proposte», è il messaggio che arriva a chi ha perso i propri cari nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009 dal ministro dei trasporti ed infrastrutture Graziano Delrio. All’indomani della visita in Versilia avvenuta giovedì mattina, così il ministro fa sapere attraverso le pagine del “Tirreno”: «Concluso il lavoro istruttorio dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie ci confronteremo anche sulla base di questi nuovi elementi».

Delrio, in occasione della visita a Sant’Anna di Stazzema, ha voluto nuovamente ricordare gli impegni lungo i binari sul tema della sicurezza ferroviaria e di quanto fatto: «Abbiamo aumentato del 300% gli investimenti negli ultimi anni», sono state le parole del ministro. Che ha aggiunto: «Certamente la sicurezza ha la priorità per tutti noi».

Non si fa attendere la risposta dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime, presieduta da Marco Piagentini. Associazione reduce, proprio in questi giorni, dall’incontro con il direttore del servizio di Polizia ferroviaria, Armando Nanei, nell’ottica del lavoro di sensibilizzazione intrapreso da 9 anni a questa parte sul tema della sicurezza ferroviaria.

Le parole di Piagentini sono nette e motivate: «Ci meraviglia, nelle dichiarazioni del ministro in Versilia che abbiamo ascoltato in televisione, il messaggio per cui alla domanda “quale impegno per la sicurezza” è stato risposto che bisogna attendere che la giustizia faccia il suo corso. Mentre sui binari d’Italia ancora si muore negli incidenti ferroviari».

Nelle scorse settimane, in una lettera indirizzata proprio a Delrio, l’associazione “Il mondo che vorrei” scriveva: «Ci aspettavamo che il giorno dopo la lettura in aula della sentenza di primo grado per il disastro ferroviario di Viareggio, 32 morti, lei aprisse una indagine seria e approfondita su tutti gli argomenti trattati. Se avesse posto più attenzione ai contenuti del lavoro di quei magistrati, forse si sarebbe accorto che avrebbe potuto intervenire in maniera decisiva ed evitare il succedersi di tanti incidenti avvenuti in seguito, molto più importante che richiedere oggi indagini severe e veloci ad incidente avvenuto». Ed inoltre: «Di quale “lavoro istruttorio” che Ansf dovrebbe concludere parla il ministro?», aggiunge Piagentini, fresco di incontro - con altri rappresentanti dell’associazione - proprio con il direttore di Ansf, Amedeo Gargiulo.

Piagentini, infine, conclude: «Avremmo preferito che il ministro avesse fatto qualcosa per la sicurezza ferroviaria, invece che affermare oggi - contemporaneamente - di volerci incontrare ma che quando si tratta di sicurezza sui binari “bisogna attendere che la giustizia completi il suo corso”».



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