Gioco
Una doppia vita fra musica e cartapesta
Cantanti e mascheratisti: le carriere parallele di Daniele Chicca e Andrea Ciaramitaro
VIAREGGIO. Cantare bene un brano non è da tutti, modellare la creta per farne un mascherone nemmeno, figuriamoci quando le due attività s’incrociano. E invece c’è chi passa da una all’altra con naturalezza e disinvoltura. Daniele Chicca e Andrea Ciaramitaro stanno percorrendo la strada già tracciata in passato dal compianto Pierino Ghilarducci: entrambi concorrono nelle maschere isolate, entrambi interpretano scrivono canzoni di Carnevale.
Daniele Chicca, 29 anni, è anche un collezionista di riviste e cartoline e perfino di mascheroni: a casa ha un magazzino dove conserva pezzi di vecchi carri («Ho voluto salvare il passato, in quel piccolo angolo di paradiso ritorno bambino») e per il sesto anno di fila ha presentato una maschera isolata. E soprattutto ha dato la voce alla canzone ufficiale del Carnevale di tre anni fa. «Il paragone con Pierino m’inorgoglisce, è un onore. Se mi sento più cantante o mascheratista? Sono due sogni che vanno avanti di pari passo».
La vittoria al Festival di Burlamacco con Dove fiorisce la felicità rimane qualcosa d’indescrivibile: «Era la prima volta che salivo su un palco, è stato tutto così inaspettato: mancavano pochi minuti alla proclamazione e mi sentivo dire che era una bella canzone, ma il più incredulo di tutti ero proprio io. Tutto era nato come uno scherzo l’estate prima con Daniele Paolinelli, che ha scritto il testo assieme a Marco Bertuccelli mentre la musica è di Alessandro Pasquinucci. Tra le maschere isolate, invece, ricordo il terzo posto dello scorso anno: dopo un po’ di anni finalmente qualcuno ha apprezzato il mio lavoro. Era un sogno che cullavo fin da quando bazzicavo i baracconi di via Marco Polo».
I vecchi capannoni Andrea Ciaramitaro, in gara con La zecca dello Stato non li ricorda granché: aveva quattro anni quando, nel 2001, inaugurarono la Cittadella. «Mi appoggiai alla porta dell’hangar di Arnaldo Galli e lui aprì, facendomi entrare in un mondo magico. Ho sempre desiderato costruire e per anni ho collaborato alla realizzazione della carretta delle scuole del Varignano: mi fermavo fino a tardi, avevo tanta voglia d’imparare. L’idea di scrivere canzoni, invece, è partita per gioco con Lorenzo Ghiselli ma siamo stati subito travolti: anche se abbiamo vinto il Festival di Burlamacco con Dentro una conchiglia, l’emozione più forte è stata sfilare sui viali a mare».
Già: com’è andato il debutto? «Una fatica immane, ho impiegato un bel po’ a calibrare i tempi: per fortuna ho potuto contare sull’aiuto di un altro grande amico come Alessio Bianchi. Sono arrivato a poche settimane dalla consegna del bozzetto senza lo straccio di un’idea. Non è facile: anche con Dentro a una conchiglia, poi eletta canzone ufficiale, non mi venivano le parole giuste».
E se il finale fosse lo stesso anche nella sfida fra le maschere isolate?
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