Il Tirreno

Versilia

Stop a nuove case sulle colline del Camaiorese

di Matteo Tuccini
Stop a nuove case sulle colline del Camaiorese

Saranno consentite ristrutturazioni ma solo in pochi casi Molte limitazioni anche sui centri abitati più popolosi

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CAMAIORE. Stop alle nuove case sulle colline del Camaiorese. Dove in futuro saranno possibili solo ristrutturazioni, senza alcun aumento di volumetria, e con vincoli precisi. Come l’impossibilità di vendere o affittare gli immobili ristrutturati. Limitazioni forti in arrivo anche sui centri abitati più popolosi: il capoluogo, Capezzano Pianore e soprattutto Lido di Camaiore. Mano un po’ più libera, invece, nei centri più piccoli. Che hanno bisogno di tutt’altre politiche per combattere lo spopolamento.

È questo il succo del nuovo piano strutturale che il consiglio comunale di Camaiore dovrà votare ai primi di marzo. «Il piano – spiega l’assessore al governo del territorio Simone Leo – è già stato adottato. Il 26 febbraio ci sarà la votazione in commissione urbanistica, a inizio marzo quella in consiglio comunale. Dopo l’approvazione il testo andrà in Regione per la verifica paesaggistica». Il piano strutturale fornirà le indicazioni di massima per i prossimi 15-20 anni, «ma ad andare nello specifico sarà il piano operativo. Che sarà realizzato con quello che noi definiamo il percorso partecipativo: il contributo dei cittadini».

Uno dei punti cardine è il pressoché totale blocco del cemento sulle colline. «Abbiamo fatto una mappa del territorio, dividendo i centri abitati dalle zone rurali – spiega Leo – nella parte rurale non sarà possibile costruire nuove abitazioni. Saranno consentite solo ristrutturazioni di immobili preesistenti, come ruderi o fabbricati agricoli. Ma anche in questo caso ci saranno limitazioni: non potranno essere fatti i lavori in zone a rischio soprattutto dal punto di vista idrogeologico. Vogliamo dare la possibilità alle famiglie di costruire la casa ai figli, da qui non ci si muove». Per questo le abitazioni ristrutturate non potranno essere vendute né affittate.

Anche per quanto riguarda i centri abitati non ci sarà molto spazio di manovra. «Dipenderà molto dalla zona e dal tipo di progetto che il privato intende proporre – prosegue Leo – La vecchia lottizzazione, quella che consente di costruire otto case, un parcheggio e un po’ di verde, non è più possibile. Quello che noi cerchiamo è un progetto che abbia dei fini precisi e specifici. Anche sociali. Come ad esempio la realizzazione di case che vadano a colmare l’emergenza abitativa. Altro tema è la possibilità di miglioramento di uno spazio pubblico, come ad esempio la piazza degli Alpini a Capezzano Pianore (leggi box). Che nelle nostre intenzioni dovrà diventare completamente pedonale». L’edificabilità, anche dei terreni, sarà perciò assai contenuta. «In zone come Lido di Camaiore, dove il consumo del suolo è importante, le uniche nuove edificazioni potrebbero riguardare progetti di nuovi alberghi. Mentre a Camaiore abbiamo numerosi immobili da ristrutturare, come l’ex cordificio Pardini o l’ex fornace Dati. Fuori da questa logica non si potrà uscire molto».

Discorso inverso per i centri più piccoli, dove l’obiettivo è quello di frenare lo spopolamento. «In una zona come le Seimiglia, che ha bisogno di centri civici di aggregazione, l’obiettivo sarà la costruzione di nuovi spazi. Anche sportivi». In linea di massima gli unici margini di manovra consentiti dal piano strutturale «saranno quelli che abbiamo recuperato dal vecchio piano urbanistico dell’ex sindaco Cristiano Ceragioli e che non sono stati sfruttati. Nessun incremento ulteriore di volume sarà possibile». Resta da capire dove questi spazi di manovra saranno distribuiti: lo dirà il piano operativo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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