Proteste
Maschere, musica e allegria: ecco le pedane aggregative
VIAREGGIO. A ogni Carnevale finiscono sotto tiro e vengono additate come le principali responsabili di quella fisima tutta viareggina che si chiama ‘corso lento’. Qualcuno, addirittura, vorrebbe...
VIAREGGIO. A ogni Carnevale finiscono sotto tiro e vengono additate come le principali responsabili di quella fisima tutta viareggina che si chiama ‘corso lento’. Qualcuno, addirittura, vorrebbe estrometterle dalle sfilate domenicali. Ma loro resistono e vanno avanti per la loro strada. Le pedane aggregative, nome con cui da tempo sono indicati i carri fuori concorso che presenziano comunque ai corsi mascherati – ma perché quest’anno sono state incolonnate una dietro l’altra in fondo alla sfilata? -, portano sui viali a mare la voglia di aggregazione tipica del Carnevale, la passione più sfrenata e genuina, la partecipazione popolare: sono sette, tutte autofinanziate, ognuna con una storia da raccontare.
Burlamania. Divertimento sì, pranzi collettivi con tavole imbandite pure, ma anche stimolo alla riflessione: il gruppo dei Burlamania si presenta con “Burlacircus” e denuncia, seppur con spirito carnevalesco, le condizioni inumane che gli animali dei circhi vivono – il mascherone centrale è un domatore dalle sembianze feline. Tra i figuranti, vestiti da mimi, segnaliamo con piacere tantissime famiglie con bimbi al seguito. Una vera chicca, poi, la canzone ufficiale del carro “È tutto un circo” curata da Matteo Cima.
Burlamatti. Sono il più antico e longevo di questi gruppi, ormai prossimi al ventennale: la carretta, che ogni anno prende il nome da una strofa di una vecchia canzone della tradizione popolare, si chiama come l’inno della manifestazione, quel “Su la coppa di champagne” (il titolo originale è “Il Carnevale a Viareggio”) composto quasi un secolo fa. Nell’immancabile tripudio di coriandoli svetta un grande calice attorno al quale ballano tanti Burlamacchi con il simbolo del gruppo – un Burlamacco pirata - ben impresso sui mantelli.
Carnevalcorsaro. Potremmo chiamarlo, affettuosamente, il gruppo dei “forestieri”: questa carretta che stupisce sempre per la bellezza e la ricercatezza dei costumi arriva infatti da Corsanico, frazione collinare della vicina Massarosa, e taglia lo storico traguardo delle dieci partecipazioni consecutive alle sfilate. Il tema di quest’anno è “Carneval machine”, una costruzione d’ispirazione fantascientifica che ci riporta indietro alla Londra dell’Ottocento.
Carnevaldarsena. Si dice che le pedane aggregative abbiano preso il posto delle ormai defunte carrette rionali, espressione delle feste di Carnevale in notturna dei vari quartieri. Non è il caso della Darsena, l’unica sopravvissuta: un esercito di figuranti in pigiama, tra cui la celebre “Ciurma” a lungo protagonista sui carri di seconda categoria di Emilio Cinquini, scorta la costruzione “Sobrietà, a letto i briai” che si avvale di una canzone ufficiale interpretata da Simona Di Finizio e Marco Musetti con musica di Mario Bindi e testo di Andrea Pinucci.
Istituto Don Milani. Prosegue l’omaggio degli alunni – e pure dei loro genitori - dell’istituto comprensivo del Varignano alla città di Viareggio e ai suoi più illustri esponenti: il titolo del progetto coordinato come sempre dal professor Franco Benassi è “Puccini e le sue opere”, con tanto di ritratto del Maestro. La carretta è stata purtroppo funestata dal maltempo e non ha potuto sfilare al secondo corso mascherato.
Non solo una carretta-Bagno Aretusa. E se il Carnevale di Viareggio avesse una sua compagnia aerea di bandiera? Più o meno è quello che deve aver pensato questo gruppo quando ha concepito il bozzetto di “Burlamacco Airlines”: protagonista è un velivolo con il faccione della maschera ideata da Uberto Bonetti. I figuranti non potevano che essere mascherati da hostess e steward.
Salmastrosi. Una grande tavolozza di colori e schizzi di vernice: s’intitola “Coloriamo il mondo” ed è un omaggio all’arte, anche quella che porta a realizzare opere affascinanti come i carri del nostro Carnevale. I figuranti sono tutti vestiti da pittori “armati” di pennello e cappellino. La carretta dei Salmastrosi è stata l’ultima ad aggiungersi in ordine di tempo a un già nutrito gruppo che ha ormai superato in numero i carri in concorso in seconda categoria (cinque).
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