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Carnevale, l’incasso del quinto corso andrà (in parte) ai carristi

di Claudio Vecoli
Il carro "Papaveri rossi" dei fratelli Cinquini (foto Ciurca)
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Il carro "Papaveri rossi" dei fratelli Cinquini (foto Ciurca)

Il surplus rispetto alle previsioni se lo divideranno la Fondazione e i costruttori. Ecco come

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VIAREGGIO. Manca ancora l’ufficialità del dato del quarto corso mascherato - quello del martedì grasso - per il quale non è ancora definitivamente chiuso il borderò ma che dovrebbe attestarsi intorno ai 130mila euro. Ma ormai non ci sono dubbi: euro più, euro meno, i conti del Carnevale 2018 sono già in ordine con un corso mascherato di anticipo. Un eccellente risultato. Per il quale fa già festa il cassiere di Burlamacco e... i carristi. Già, perché da quest’anno - con l’entrata in vigore del nuovo bando di concorso triennale - l’eventuale surplus fra entrate previste e incassi reali se lo divideranno proprio la Fondazione Carnevale e i costruttori. Una sorta di premio di produttività che potrebbe subito rivelarsi assai consistente.

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Previsioni e realtà. Ma cerchiamo di capire meglio come funziona il nuovo accordo fra Fondazione e carristi. A settembre - al momento di redigere il bilancio preventivo - la Fondazione Carnevale inserì infatti alla voce botteghino un incasso complessivo presunto di 2 milioni e 35mila euro (che equivale a 1 milione e 850mila euro al netto dell’Iva). Ad oggi, con un corso mascherato di anticipo, quell’obiettivo è già stato centrato. Di conseguenza la cifra che verrà incassata domani pomeriggio rappresenterà il surplus fra la somma che entrerà realmente nelle casse della Fondazione e quella che era stata prevista. Una sorta di tesoretto che in parte andrà alla Fondazione Carnevale e in parte sarà redistribuito fra i costruttori (carristi e mascheratisti).

Premio di produzione. La filosofia - simile a quella dei cosiddetti premi di produzione - è semplice: visto che il Carnevale 2018 è andato bene, una parte dei maggiori ricavi della manifestazione viene suddivisa fra coloro che in qualche modo sono stati artefici di questo successo. Aggiungendosi ai compensi “fissi” già previsti nel bando di concorso: 125mila euro per ciascun carro di prima categoria, 59mila euro per i carri di seconda categoria; 22mila 250 euro per le mascherate in gruppo; 1.500 euro per le maschere isolate.

Il meccanismo. Ma come funzionerà il meccanismo della redistribuzione? Lo spiega nel dettaglio proprio il bando di concorso varato quest’anno (e che, avendo validità triennale, sarà identico anche per le edizioni 2019 e 2020).

Le quote di redistribuzione del “tesoretto” (e, in questo caso, dell’incasso del quinto corso di sabato) sono così regolate. I primi 100mila euro (al netto dell’Iva) di surplus vengono distribuiti al 50 per cento ai carristi e al 50 per cento alla Fondazione Carnevale. I successivi 100mila euro (sempre netti) vanno per il 35 per cento ai costruttori e per il 65 per cento alla Fondazione Carnevale. L’ulteriore “tesoretto”, infine, viene suddiviso con un 15 per cento ai costruttori e il restante 85 per cento alla Fondazione Carnevale.

Facendo un esempio concreto, se l’incasso di domani dovesse essere di 330mila euro (che equivarrebbe a 300mila euro netti più Iva), ai carristi andrebbe un “premio” supplementare di 100mila euro (nel dettaglio: 50mila euro per i primi 100mila euro di avanzo; 35mila euro per i successivi 100mila euro di surplus; 15mila euro per gli ulteriori 100mila euro).

La fetta più grossa ai carristi. Ma come verrebbe a sua volta distribuito il premio fra i costruttori? Anche su questo punto è il bando di concorso a fare chiarezza, visto che viene specificato che «l’eventuale distribuzione sarà effettuata seguendo le stesse proporzioni del finanziamento» delle opere in concorso. E quindi la fetta più grande del tesoretto andrà ai carristi di prima categoria, seguiti poi dai carristi di seconda categoria e, in misura molto minore, ai mascheratisti in gruppo e ai mascheratisti isolati.

@ClaVecoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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