I lavoratori della Ponsi ancora in agitazione
Nuovo picchetto degli operai che chiedono un potenziamento della produzione Martedì prossimo ennesimo incontro tra sindacati e proprietà sui licenziamenti
MASSAROSA. «Una delle soluzioni a una crisi è nel rilancio, non nell’eventualità che il mercato e la richiesta possa ripartire». È esattamente quello che stanno chiedendo i dipendenti della Ponsi: il sito produttivo può diventare una risorsa e non un peso per il gruppo lombardo che l’ha acquistato.
Anche perché le prospettive non sono esattamente rincuoranti per coloro che rimarranno: l’orario rimarrà comunque ridotto e la Ercos, la società proprietaria della rubinetteria massarosese, non è stata chiara riguardo al futuro del sito produttivo che, secondo quanto riportano i rappresentanti degli operai, sarebbe appesa a un’alea. «Ci fanno capire che se ci sarà un service che potrà svolgere lo stesso lavoro, non esiteranno a chiudere la Ponsi».
C’è da contare che al momento attuale, malgrado nominalmente i licenziamenti potrebbero scendere, le persone che verranno mandate a casa saranno comunque diciassette. Di questi l’azienda ha aperto la possibilità per quattro di trovare degli scivoli che possano portarli direttamente alla pensione. Ma è un’ipotesi che i sindacalisti pensano che sia poco praticabile. Sul numero definitivo, anche ai tavoli con i sindacati e con la politica, la dirigenza non intenderebbe trattare.
«È inaccettabile», dicono gli operai e i sindacalisti Fiom Cgil che sono tornati ieri mattina davanti allo stabilimento di via di Ghivizzani per uno sciopero.
«Ridurre la produttività alla Ponsi è stata una libera scelta della proprietà, non una colpa di noi operai. Quello che era uno degli stabilimenti migliori in Italia è diventato un semplice luogo di assemblaggio di pezzi comprati a basso prezzo - dicono i dipendenti che verranno licenziati e i colleghi solidali - invece può essere un posto strategico».
E per mantenere in vita il sito produttivo sono state proposte numerose opzioni che riportano tutte a un investimento sulla Ponsi: «Torniamo a sollecitare l’azienda affinché rilanci il sito - dice Nicola Riva della Cgil - lo stabilimento può diventare una piattaforma logistica, un luogo per fare le cromature. È ancora possibile un incremento delle attività attraverso il miglioramento della qualità dei prodotti che coinvolga aziende del territorio. Martedì prossimo avremo un nuovo incontro con la proprietà in cui discuteremo di nuovo dei licenziamenti. Nel caso non si arrivi a una soluzione siamo pronti a riportare la questione all’unità di crisi in Regione».
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