Sicurezza
Darsena, cinque giorni col pienone
Successo per il Baccanale: «Il meteo ci ha aiutato, ma è la festa ad essere cresciuta»
VIAREGGIO. «Ora abbiamo messo la freccia…». La battuta del presidente Massimiliano Pagni, afono e sfinito ma felice, la dice lunga sul Carnevaldarsena appena concluso: in un siparietto con il consigliere della Fondazione Stefano Nari aveva – scherzosamente - avvisato che «il secondo Carnevale d’Italia» (il rione Darsena) avrebbe messo la freccia per sorpassare in termini di numeri e importanza il primo Carnevale nazionale, e cioè Viareggio.
Boutade a parte, il baccanale di via Coppino è stato un trionfo. E sarebbe troppo semplicistico ridurre il successo soltanto alle condizioni meteo vantaggiose. «Sicuramente il tempo ci è stato di aiuto, ma non è stata l’unica componente a giocare a nostro favore – è il pensiero di Alessandro Summonti, vicepresidente del Carnevaldarsena – basti pensare che la sera di Martedì Grasso, nonostante il freddo e il corso mascherato finito tardi, tantissimi hanno preferito venire alle nostre cucine anziché guardare la partita della Juventus. Evidentemente c’era tanta voglia di rione».
Dalla mancanza di disagi al ritorno di alcune usanze che sembravano ormai scomparse, ogni singolo ingranaggio ha funzionato: «Ho rivisto le abitazioni private con le porte aperte e le tavolate per strada come accadeva una volta, le famiglie affacciate ai terrazzi che tiravano i coriandoli e guardavano con ammirazione la sfilata dei gruppi mascherati… Non potevamo chiedere di meglio».
Tutto perfetto, dunque. Anzi no: «Dispiace soltanto per la mancanza di collaborazione da parte di alcune attività commerciali del quartiere: basterebbe anche solo un aiuto con gli addobbi o con qualche attrazione minore. Che fastidio, poi, vedere banchetti posticci allestiti davanti a bar e ristoranti che somministravano bevande alcoliche a prezzi stracciati e diffondevano musica che di carnevalesco aveva poco: per il Carnevaldarsena è un danno d’immagine su cui oltretutto non abbiamo possibilità di intervenire».
Per il comitato organizzatore, comunque, è tempo di guardare avanti: «Lo scorso anno ha segnato la rinascita della festa rionale, stavolta abbiamo centrato l’obiettivo del consolidamento economico: fra dodici mesi proveremo a spingerci oltre. Sempre che il rione rimanga in via Coppino…». Una provocazione? «Se un giorno ci trovassimo costretti a spostarci altrove siamo pronti a prendere in considerazione anche questa ipotesi. Ma noi vogliamo restare dove il Carnevaldarsena si è sempre svolto. E dove lo vuole la città».
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