Il Tirreno

Versilia

Coreografie, va in scena lo spettacolo vivente

di Donatella Francesconi
Coreografie, va in scena lo spettacolo vivente

E alcuni carri si distinguono anche per i suoni scelti per annunciarsi

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VIAREGGIO. La risata diabolica del personaggio in gessato, maxi sigaro e naso da Pinocchio del carro di Edoardo Ceragioli, cui andrebbe - se vi fosse (e perché non istituirlo) - il primo premio “Impegno civile” per il carro “La mafia non esiste”; ma anche il gracchiare dei corvi de “lo Spaventapasseri” di Franco Malfatti; ed ancora il suono del gong de “la Pace di cristallo”, firmato da Fabrizio Galli. Insomma, i carri del Carnevale di Viareggio, edizione 2018, hanno dei suoni distintivi. Che finalmente nella sfilata di Martedì Grasso si sono potuti ascoltare. Ed è stata una sorpresa piacevole ascoltare le costruzioni oltre che guardarle.

Sul fronte coreografie, invece, impossibile non staccare gli occhi dalla danza delle carrozzine del carro “No tu no” dei fratelli Breschi. Che esprime la voglia, forte, di essere visibili in un mondo - anche solo la città di Viareggio - dove muoversi costretti sulle ruote diventa un inferno quotidiano. Bella e convinta la partecipazione di tutti coloro che danno vita alla coreografia. E la stessa considerazione vale per il “popolo” di Ceragioli, impegnato nello sventolare false notizia come, appunto, quelle per cui “la mafia non esiste” e “la guerra è finita bene”.

Quando il pifferaio di “È come credere alle favole”, firmato da Jacopo Allegrucci, fende il buio ormai sceso sulla Passeggiata, la coreografia è travolgente, dal trampoliere agli indovinatissimi cappelli con luci, alla compattezza dei partecipanti.

Sacrificate dal buio, invece, le nere divise militari del carro di Galli. Ma il balletto rimane di grande effetto, con una tempistica perfetta che mantiene intatta la rigidità da parata militare nonostante la stanchezza delle ore di sfilata.

Restando in tema militare, decisamente imponente e di grande effetto è la coreografia messa in scena dai fratelli Cinquini per “Papaveri rossi”. Mentre gioca con il pubblico, un po’ uno stile alla “Mistero buffo”, la coreografia di “Aspettando Godot”. Da sottolineare, come sempre, il gruppo che si esibisce sul carro di Alessandro Avanzini, decisamente uno dei migliori visti anche quest’anno.

Il rosso dei costumi in Burlesque dei fratelli Bonetti si contende il “premio colore” per le coreografie con il tripudio degli abiti indossati dai figuranti di Roberto Vannucci per il suo “In un mondo che prigioniero è”. Mentre le tube bianche di Carlo Lombardi per “Fumo negli occhi” conquistano i più giovani tra i viareggini e la consueta sfilata degli studenti delle scuole superiori sceglie proprio questa costruzione dando un incredibile effetto-folla.

Il gioco delle luci nella danza messa in scena è la ricchezza della coreografia di Lebigre e Roger che sfilano con “Proxima Ventura”.

Qualche incertezza appena, il pomeriggio di martedì, nello sfilare della coreografia del carro di Luciano Tomei (“Io sono io e voi non siete un K...”): ma non è certo facile ricevere gli attrezzi necessari mentre si fila sul Lungomare in mezzo alla folla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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