Il Tirreno

Versilia

Camaiore chiede garanzie sui pozzi

Camaiore chiede garanzie sui pozzi

Il Comune concede le sorgenti dei Frati ma dà alcune prescrizioni a Gaia

2 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Il Comune ha detto sì: ha rinnovato la convenzione che concede a Gaia lo sfruttamento della falda che si trova nella zona chiamata “Pozzi di Frati”, la più importante sorgente d’acqua in Versilia che rifornisce circa 80mila utenze su tutta la Versilia.

La concessione si estenderà per altri cinque anni a partire dalla deliberazione della giunta.

Ma tutto a una condizione: che il gestore idrico si impegni ad assicurare «la mitigazione del rischio e di tutela e sicurezza dell’incolumità pubblica». Si parla di operazione nel breve periodo che prevederebbero degli interventi per la ricerca di nuove fonti per prendere acqua, fatto salvo il monitoraggio 24 ore su 24 della piana di Camaiore con i sistemi già esistenti o da ristrutturare. Tutto a spese di Gaia.

Gaia deve in breve tempo trovare altre sorgenti in modo da ridurre la captazione dai pozzi camaioresi. Perché dei rischi ci sono. I pericoli infatti sono per il fiume Camaiore al quale deve essere garantito il cosiddetto «minimo vitale» e per il rischio sinkhole, ovvero le grossi voragini che si aprono improvvisamente nel terreno. Un caso famoso era avvenuto proprio a Camaiore negli anni 90.

Esiste cioè una relazione tra la captazione e i movimenti del terreno nelle vicinanze della sorgente. Le acque che vengono prese dai 32 pozzi di Frati hanno una portata media di 395 litri al secondo che possono arrivare fino a 500 litri al secondo ma che devono ridursi a 250 litri al secondo. Un volume piuttosto ingente che serve tutta la Versilia.

Il gestore infatti, per vedersi rinnovata la concessione sulla falda, ha dovuto presentare uno studio in cui elabora proprio una proposta su come ridurre proprio la captazione da Frati. Un piano di diversificazione del pompaggio sul territorio che è stato effettivamente messo su carta ma non ancora ufficializzato e che dovrà essere attuato quindi a stretto giro.

Nel progetto di Gaia c’è la creazione di una rete di interconnessioni tra le varie sorgenti del territorio in modo da poter gestire in maniera integrata e “unica” le varie stazioni di prelievo dell’acqua. In più a questo verrà aumentato il prelievo su fonti che sono sottoutilizzate e ne verranno aggiunte altre: come per esempio quelle che si trovano sulle Apuane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa