Il Tirreno

Versilia

A Massarosa l’archivio dei documenti comunali

di Luca Basile
A Massarosa l’archivio dei documenti comunali

Proteste e disagi in municipio per la chiusura e il trasferimento del deposito che raccoglie gli atti relativi ad autorizzazioni, condoni e permessi edilizi

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PIETRASANTA. Chiude l’archivio deposito in municipio – con i documenti trasferiti di recente a Massarosa – e scatta la protesta di professionisti e cittadini che denunciano pesanti disagi tali da mettere a rischio, in taluni casi, atti e transazioni. La questione è nota: l’archivio in questione raccoglie materiale cartaceo di vario genere – autorizzazioni edilizie, agibilità, abitabilità, condoni, permessi, delibere consiliari – per un arco temporale compreso fra il 1942 e il 2011. Come a dire una mole di carte imponente. Con il trascorrere del tempo lo spazio dedicato ad accogliere i documenti si era ridotto vista la decisione di esternalizzare il servizio. Ad una società di Massarosa, appunto. Fino alla sua completa, e recente, come detto, chiusura a palazzo comunale. Con gli ambienti oggi utilizzati dall’archivio deposito che saranno trasformati in sede di un altro archivio, quello storico.

«In genere tutti i comuni, vedi anche Forte dei Marmi, preferiscono affidare ad una società esterna il servizio in questione: una prassi che oggi è stata, e aggiungo purtroppo, adottata anche da Pietrasanta. E dico purtroppo perché il servizio, in particolare in questo ultimo periodo – spiega Mirco Ramacciotti, referente, in zona, per il Collegio dei geometri – propone molto disagi. Mentre prima potevi, previa richiesta, consultare anche direttamente il documento necessario per un’eventuale procedura oggi devi rivolgerti all’impiegato comunale incaricato che può fare solo da tramite inoltrando sempre la tua richiesta a chi gestisce l’archivio a Massarosa. Capita che per avere quel determinato atto, fondamentale per avviare una transazione o ancora dei lavori o ancora per approfondire più semplicemente una pratica, si arrivi ad attendere anche un mese, un mese e mezzo. È già successo e stiamo raccogliendo diverse segnalazioni al riguardo. Una tempistica inaccettabile. Senza dimenticare – continua Ramacciotti – che spesso i documenti che vengono prodotti non sono esaustivi e quindi necessitiamo di altre carte. E allora riparte l’iter con annesse problematiche. Ma questi sono solamente gli aspetti principali di un servizio che, così come è impostato oggi, non funziona come dovrebbe. E, quando si verificano questi problemi, è penalizzante per i professionisti e per i cittadini. In sostanza va ripensato e rimodulato: sarà nostro compito sollecitare chi di dovere ad intervenire».

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