Il Tirreno

Versilia

Antonini a Mungai «Sbaglia a lasciare spazi a Casapound»

MASSAROSA. «Come nei mesi scorsi le abbiamo espresso solidarietà per i gravi episodi avvenuti nei confronti suoi e della sua famiglia, come abbiamo apprezzato il fatto che la sua amministrazione...

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MASSAROSA. «Come nei mesi scorsi le abbiamo espresso solidarietà per i gravi episodi avvenuti nei confronti suoi e della sua famiglia, come abbiamo apprezzato il fatto che la sua amministrazione abbia votato per prima, sul territorio della Versilia, le delibere antifasciste, oggi non posso non dissentire e criticare il suo operato». Parte così la lettera aperta che Filippo Antonini, di Repubblica viareggina, scrive al sindaco di Massarosa Franco Mungai, riferendosi ai fatti dell’8 febbraio scorso quando il sit-in antifascista si è chiuso con i manganelli.

«Ritengo – scrive Antonini – ci sia una profonda responsabilità morale e politica da parte della sua amministrazione e da parte degli organi preposti alla sicurezza sul territorio, non avendo impedito la vile provocazione di Casapound. Iniziare la campagna elettorale, non a caso a Massarosa, dopo tutto quello che era successo nei mesi scorsi, in consiglio comunale, la massima assise cittadina, in un comune medaglia d’oro alla Resistenza che ha subito molti lutti e stragi, ma anche atti di importante eroismo: Giancarlo Taddei “Beppe”, Amos Paoli, Ciro Bertini “Chittò”. Sicuramente lei, come ha già fatto, si trincerà dietro la legalità e i diritti, che “tutto non poteva essere impedito” ma è anche, a mio giudizio, una difesa sterile». Quante volte, si chiede Antonini, «siamo stati costretti a dire no e ad andare contro le leggi dello Stato, per ripristinare quelle morali e di dignità, spesso ben più alte ed importanti. Ci vuole coraggio, lo so, per ogni gesto ci vuole coraggio, anche piccolo, ma è quello che ci richiedono i tempi e se le istituzioni non si fanno diga contro queste degenerazioni fasciste e xenofobi, inevitabilmente qualcuno se ne farà carico, purtroppo anche sbagliando. Ci vuole fermezza e coraggio anche da parte delle istituzioni che in passato ebbero tante responsabilità nell’ascesa del fascismo, in quanto si dimostrarono inermi e pavide».



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