Sicurezza
Il sindaco Del Dotto scrive a Corte dei Conti ed Anac
CAMAIORE. «Si diffidano le istituzioni regionali a mettere il Comune di Camaiore nelle condizioni di approntare una gestione del servizio rifiuti che sia appropriata, giusta e corrispondente alle...
CAMAIORE. «Si diffidano le istituzioni regionali a mettere il Comune di Camaiore nelle condizioni di approntare una gestione del servizio rifiuti che sia appropriata, giusta e corrispondente alle reali e concrete esigenze della comunità». Parole, quelle del sindaco Alessandro Del Dotto, messe in fila nella lettera inviata a Regione, Corte dei Conti, Anac, Ato costa, e all’amministratore unico di Reti Ambiente, Marco Frey (la cui voce sulla vicenda non si è fin qui sentita). Amministratore unico del quale Del Dotto chiede le dimissioni.
La vicenda è chiara: Camaiore cerca - nell’interesse dei cittadini - un’alternativa al servizio di Sea Ambiente e Sea Risorse. Rete Ambiente, che oggi è sempre più scatola vuota, fa muro. «È stato detto che era opportuno che nessuna delle imprese di Reti Ambiente presentasse alcuna offerta», spiega al “Tirreno” il presidente di Ersu, Alberto Ramacciotti, che parla di «una scelta sbagliata che non condivido».
Una scelta, quella dettata da Reti Ambiente per impedire che Camaiore rescindesse il contratto con Sea, che si colloca nel quadro così descritto da Del Dotto: «Il nostro Comune ha avuto vicende negative nel rimanere utente di un contratto di servizio vecchio, dai meccanismi poco chiari e legato ad una sottostante costruzione societaria nella quale Sea Ambiente non è diretto fornitore di tutte le prestazioni del contratto di servizio, ma espleta quasi il 50% delle attività tramite la sottostante Sea Risorse, il cui capitale è, al 60%, di titolarità di soggetti privati. Ed in cui direzione e controllo sono sostanzialmente dei privati. I quali, a loro volta, partecipano di società che collaborano, dall’esterno della compagine sociale, con la medesima Sea Risorse». Ma se un Comune non è soddisfatto del servizio, la testa da questo cappio non può toglierla.
Donatella Francesconi
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