Il Tirreno

Versilia

Confermato il centro di accoglienza nel borgo di Capriglia

di Luca Basile
Confermato il centro di accoglienza nel borgo di Capriglia

Il referente dell’associazione che gestirà le due strutture: «Nessun passo indietro, attendiamo il sì della prefettura»

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PIETRASANTA. «Da parte nostra non ci sarà alcun passo indietro: il centro di accoglienza migranti a Capriglia, come da bando, aprirà. Speriamo in tempi brevi». Giovanni Garibaldi, referente delle Macine, l’associazione chiamata a gestire le due strutture che accoglieranno 20 migranti nella frazione, dà un taglio alle voci, sempre più insistenti, di una rinuncia alla luce delle ultime vicende: leggi l’incendio contro una delle due case demandate all’accoglienza e la decisione della Prefettura di non dare ancora il via libera alla procedura. «Il progetto va avanti, stiamo ripristinando i danni subiti e non c’è alcuna intenzione da parte nostra di farci intimidire da quello che è successo. Anche se l’amarezza – spiega Garibaldi – è innegabile. Per la casa di Capriglia abbiamo stipulato un contratto di affitto di 4 anni, con la Prefettura, sempre come da bando, c’è un accordo di 2 anni: tutto questo avvalora la serietà del nostro modo di procedere. E di certo non intendiamo buttare al macero i soldi che abbiamo investito fino ad oggi. Lo ripeto: siamo un’impresa che dà lavoro in totale, fra dipendenti e soci, a 6 persone. E ad oggi, a Capriglia, ci sono solamente spese e nessun ritorno economico: visto che abbiamo fatto tutto regolarmente, attenendoci alle leggi dello Stato, non vedo perché dovremmo rinunciare».

«Il lato più sgradevole di tutta questa vicenda – aggiunge Garibaldi – è la politica che non avrebbe mai dovuto entrarci e invece c’è stato chi, per raccogliere qualche voto in più alle prossime elezioni, ha fatto dichiarazioni che ci hanno messo in difficoltà. Ma in difficoltà, è bene non dimenticarlo, ci sono anche e soprattutto quei ragazzi che ancora oggi sono costretti a vivere in una delle tende messe a disposizione dalla Croce Rossa di Lucca. Ecco, a chi in questi mesi ha insultato minacciato e denigrato, e che magari la domenica va in chiesa a pregare, faccio un invito: pensate per un momento in quali condizioni sono costretti a vivere queste persone, quando invece potrebbero stare in una casa, al caldo, funzionale e ben servita. Perché se ci siamo aggiudicati il bando, significa che siamo persone serie che garantiscono delle sicurezze, come abbiamo già dimostrato in altri contesti. Un comportamento professionale e coscienzioso di cui hanno usufruito sia i richiedenti asilo che i cittadini che abitano nei pressi della nostra struttura da noi gestita – a Pescaglia – e poi, in tutta onestà – chiosa Garibandi – non ci possiamo fermare davanti al gesto di uno o più squilibrati che si mettono a dare fuoco ad un centro di accoglienza: ne uscirebbe sconfitto lo Stato. Pietrasanta deve accogliere 83 persone: non lo dice il sottoscritto ma una legge di riferimento. Cominciamo con i 20 ospiti di Capriglia. E se possibile senza attendere le elezioni».

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