Caso Scapigliato il giudice revoca le misure cautelari
VIAREGGIO. Novità importante nell’inchiesta sui rifiuti pericolosi che ha coinvolto anche la discarica di Scapigliato. Il tribunale del riesame di Firenze, in sede di appello, ha revocato la misura...
VIAREGGIO. Novità importante nell’inchiesta sui rifiuti pericolosi che ha coinvolto anche la discarica di Scapigliato. Il tribunale del riesame di Firenze, in sede di appello, ha revocato la misura interdittiva nei confronti di Dunia Del Seppia e Massimiliano Monti, rispettivamente responsabile dell’accettazione in discarica e direttore, emessa nel dicembre 2017 nell’ambito dell’indagine sul presunto traffico illecito di rifiuti che ha coinvolto diverse imprese del territorio.
Il tribunale ha ritenuto insussistenti nei confronti dei dipendenti di Rea Impianti, non solo le esigenze cautelari, ma in particolar modo i gravi indizi di colpevolezza. «Nessuno stupore per questa decisione: la società ha sempre operato nel rispetto della normativa di settore e dei provvedimenti autorizzativi secondo standard operativi certificati e costantemente implementati nel tempo», si legge in una nota diffusa da Rea Impianti. La società ribadisce quindi «l’estraneità alle vicende oggetto di giudizio e prende positivamente atto degli sviluppi giudiziali, confermando la piena fiducia ed il pieno sostegno nell’operato della magistratura». «Sono molto contento di questo primo risultato dell’approfondimento del lavoro della magistratura che esclude la presenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti delle nostre persone coinvolte in questo complesso procedimento di indagine – dichiara l’amministratore unico Alessandro Giari –. In questi mesi purtroppo è passata un’immagine ingiustamente molto negativa della nostra azienda. Tengo a precisare che, a differenza di quanto si possa generalmente pensare, si può operare nel mondo dei rifiuti anche con onestà e correttezza, come la nostra società fa ogni giorno. Ovviamente, confermiamo la nostra piena disponibilità a collaborare con gli organi giudiziari per addivenire in tempi più rapidi possibili a stabilire la verità dei fatti». L’inchiesta giudiziaria, ancora in divenire, è condotta dalla Direzione antimafia di Firenze. Il 14 dicembre 2015 i carabinieri dell’ex nucleo forestale della provincia si presentarono alle 7 nella sede di Rea Impianti, aspettando l’arrivo del direttore Monti e della responsabile accettazione della discarica Del Seppia per notificare ai due dirigenti dell’azienda l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze che ne ha chiesto l’interdizione per un anno dall’esercizio di «ogni attività imprenditoriale o direttiva di persone giuridiche o di altre imprese operanti nel settore dei rifiuti».
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