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Pieri sfida Salvini: insegnerò l’antifascismo nella Padania

STAZZEMA. Dalla politica Enrico Pieri, superstite della strage di Sant’Anna, non si fa abbattere. Crede nei giovani. Lo dice sempre, dall’Ossario di Sant’Anna, e a loro va a dare lezioni di vita...

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STAZZEMA. Dalla politica Enrico Pieri, superstite della strage di Sant’Anna, non si fa abbattere. Crede nei giovani. Lo dice sempre, dall’Ossario di Sant’Anna, e a loro va a dare lezioni di vita nelle scuole. Perciò, se il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, schernisce Stazzema, il suo parco nazionale della pace e l’iniziativa del registro antifascista del Comune virtuale, lui risponde così: «La scorsa settimana eravamo a Brescia, a parlare con più di cento alunni – dice Pieri –. E appena mi riprendo dall’influenza andremo a Vicenza in un altro istituto scolastico». Cioè, nel cuore della Padania, proprio il territorio di origine del partito leghista.

Così, il superstite di Sant’Anna lancia indirettamente la sfida a Salvini. «L’antifascismo noi ce l’abbiamo nel sangue», spiega Pieri, che è anche presidente dell’associazione martiri di Sant’Anna.

La mattina del 12 agosto 1944 alla località I Franchi di Sant’Anna morirono circa 30 persone: Enrico si salvò per miracolo, ma perse tutta la famiglia. Lui ha conosciuto la vera faccia del fascismo, quella più cruda. Sa bene di cosa parla. Quindi Salvini può dire quello che vuole.

Fa male sentire certe dichiarazioni, ma per Pieri le sue parole non avranno certo effetto sugli abitanti, i familiari delle vittime e su chi ha vissuto la seconda guerra mondiale. Così come sulle circa 18 mila persone che fanno già parte del comune virtuale di Stazzema.

Su tutti gli altri? «Sono amareggiato – dice Pieri – e non si doveva arrivare a tanto. Queste revisioni fanno male. Ma in generale sono sfiduciato da tutti i politici. Però io il mio impegno lo do lo stesso, e continuo a incontrare ragazzi. Per fortuna ci sono ancora certi insegnanti che si danno da fare. Dobbiamo ringraziarli».

Di anagrafe facciamo quello per i cani, aveva ribattuto mercoledì Salvini ad una domanda di un giornalista che gli chiedeva di esprimersi sull’iniziativa del comune di Stazzema. «Io sono contro tutti i tipi di regimi: rossi verdi bianchi gialli», ha detto Matteo Salvini. «Rossi e neri hanno creato abbastanza disastri e sono stati condannati dalla storia. A me fanno ridere quelli che parlano di un pericolo di un ritorno fascista o comunista», ha rincarato il leader leghista. Per Enrico Pieri però si tratta solo di campagna elettorale. Rimane il fatto che non fa bene.

Lo sostiene una persona che crede nei valori. «Questo è soltanto qualunquismo – si rammarica Pieri – ed è brutto. Poi sentirlo dire da Salvini: lui vuole il suo di regime».

Tiziano Baldi Galleni

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