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Carnevale di Viareggio
sul caso della testa di godot 

Marcucci: cartapesta importante ma premiamo l’innovazione

Marcucci: cartapesta importante ma premiamo l’innovazione

VIAREGGIO. Nessun integralismo sulla cartapesta. Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale, punta a una specie di “compromesso storico” tra due correnti di pensiero carnevalesche che...

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VIAREGGIO. Nessun integralismo sulla cartapesta. Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale, punta a una specie di “compromesso storico” tra due correnti di pensiero carnevalesche che da anni dibattono sulla natura dei carri. Da un lato c’è chi ritiene la cartapesta una tradizione irrinunciabile e fondamentale, dall’altro c’è chi non disdegna l’utilizzo di altri materiali. E lo fa senza problemi. È il caso del carrista Alessandro Avanzini, autore di Aspettando Godot. La testa del quale è in polistirolo. Nessun segreto: c’è una foto che la documenta ampiamente. Fatto sta che la natura di quella testa dall’espressione stralunata e malinconica ha sollevato delle polemiche, come raccontato sul Tirreno di mercoledì scorso.

Marcucci interviene proprio sulla questione della testa di Godot. Tra l’altro alla presenza dello stesso Avanzini, anche lui invitato alla conferenza stampa sulla sicurezza dei lavoratori. «Colgo l’occasione – spiega la numero 1 della Fondazione – per chiarire quale sia la nostra posizione sull’argomento. La cartapesta fa parte della nostra tradizione e noi ne promuoviamo fortemente l’utilizzo con i nostri giovani artisti. Ma la Fondazione promuove anche l’innovazione tecnica. Del resto è quello che recita anche il nostro bando».

Lo ha detto anche lo stesso Avanzini pochi giorni fa: l’utilizzo di materiali diversi dalla cartapesta, come il polistirolo, è previsto dal bando di concorso. Purché espressamente dichiarato. Nessuna sorpresa, dunque, nella posizione della presidentessa Marcucci. O forse sì. Perché gli integralisti non la pensano esattamente in questo modo. E vorrebbero che il Carnevale non rinunciasse mai, per nessun motivo, a una componente della sua anima storica.

La discussione non è nuova, decisamente. Però fa parte della natura della manifestazione e del suo stesso Dna. Il Carnevale è una creazione artigianale, frutto di saperi tramandati nel tempo? Se lo è, dovrebbe essere il più possibile rigido su come avviene la creazione stessa. Materiali compresi. Altrimenti la tradizione non è più tale.

Ma se il Carnevale è anche, come afferma lo stesso Avanzini, frutto di un’evoluzione artistica e anche di materiali, che passa da legno e chiodi alla cartapesta e prosegue oltre, polistirolo compreso, allora non è il caso di sottilizzare. Fatto sta che il tema continuerà a far discutere. E a dividere i fan di Burlamacco. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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