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Ciclisti investono anziano sulle strisce e poi lo insultano

Ciclisti investono anziano sulle strisce e poi lo insultano

MARINA. Antonio ha 75 anni, ogni mattina, o quasi, fa la sua passeggiata sul lungomare, da Fiumetto a Tonfano. Martedì scorso mentre attraversava le strisce, pedonali è stato urtato da un ciclista...

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MARINA. Antonio ha 75 anni, ogni mattina, o quasi, fa la sua passeggiata sul lungomare, da Fiumetto a Tonfano. Martedì scorso mentre attraversava le strisce, pedonali è stato urtato da un ciclista impegnato, insieme ad altri, ad allenarsi lungo le strade della Versilia.

Antonio sta bene: ha subìto giusto una botta ad una spalla ed il suo medico gli ha prescritto un antidolorifico. È pero quello che è successo dopo che lo ha amareggiato. E spaventato.

«Ero già sulle strisce - racconta Antonio - quando ho visto arrivare questo gruppone di ciclisti: mi sono bloccato, evitando di andare avanti o indietro. In questo modo, ho pensato, non mi investono. Del resto erano ad una ventina di metri da me e avevano tutto il tempo per rallentare. E invece uno di loro, con la testa abbassata sul manubrio mi ha toccato anche se in modo non troppo forte. Fortunatamente non sono caduto – racconta Antonio – ammetto però di avere imprecato. In fondo ero sulle strisce pedonali e quasi a metà carreggiata e quindi stava a loro rispettare la precedenza. Così non è stato: hanno zigzagato quasi fosse un ingombro stradale. Alle mie rimostranze quello che mi ha colpito e altri 2 si sono fermati, sono tornati indietro e hanno cominciato ad insultarmi dandomi del vecchio, diciamo così, rincitrullito, che avevo rischiato di fare cadere tutto il gruppo, quando invece erano loro in difetto. Gridavano come ossessi. Mi sono impaurito, ho fatto per allontanarmi quando uno dei 3 mi ha consigliato di “stare in casa e di non farmi vedere a giro”. Insomma, ci sono rimasto male: anziché scusarsi sono stato presi di mira ed insultato. Mi hanno umiliato. Ho raccontato tutto a mia figlia: all’inizio avevo pensato di andare dai vigili a segnalare il fatto, ma lei mi ha giustamente fatto notare poi con quali elementi avrei potuto fare una denuncia. Però questo episodio lo voglio raccontare perché certi ciclisti, non tutti ovviamente, rappresentano – precisa Antonio – con il loro comportamento un pericolo per molti pedoni. E non solo. Tanta arroganza e maleducazione - conclude la vittima di questo episodio non si possono tollerare». (l.b.)

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