Il Tirreno

Versilia

La Regione convoca la Ercos Ponsi

Sul tavolo la possibile mediazione per evitare i 17 licenziamenti alle Bocchette 

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MASSAROSA. La prossima settimana la Regione convocherà i vertici dell’azienda Ercos Ponsi, la rubinetteria di Massarosa che da gennaio ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per 17 dipendenti.

La decisione è scaturita dall’incontro convocato ieri negli uffici regionali del lavoro di Livorno dal consigliere per il lavoro del presidente della Regione, con le organizzazioni sindacali e il vicesindaco del Comune di Massarosa Damasco Rosi.

All’azienda la Regione chiederà di conoscere le prospettive industriali e il piano di investimenti necessari per rilanciare il sito produttivo, garanzie sul mantenimento della sua presenza in Toscana e dei livelli occupazionali. Verrà quindi proposto che, su questi temi, venga programmato dall’azienda anche un incontro con le organizzazioni sindacali.

In questi giorni l’azienda Ercos, che possiede lo storico marchio di rubinetteria viareggina Ponsi, si è detta disposta a incontrare sia l’amministrazione comunale che i sindacati riguardo alle procedure di licenziamento di 17 operai su 36 del sito produttivo delle Bocchette. Ma non è detto che sia disposta a tornare indietro: «Stiamo discutendo nelle sedi opportune il percorso che abbiamo appena intrapreso sul sito versiliese – ha spiegato il dirigente bresciano Enrico Ruffini – apriremo un tavolo con i sindacati e spiegheremo in quella sede le nostre posizioni». Questa procedura arriva dopo un travagliato periodo di ristrutturazione in cui il personale si è già ridotto. Due anni fa erano oltre 60 i dipendenti. Sul tornare indietro la linea dell’azienda è no comment: «Vedremo in questi incontri». L’azienda bresciana ha dichiarato anche di aver risposto alla missiva dell’amministrazione di Massarosa. «Abbiamo risposto all’amministrazione comunale che siamo ben lieti di incontrarli per discutere in una sede opportuna la situazione della Ponsi e abbiamo proposto delle date», conclude Ruffini. Il sindaco Franco Mungai aveva, infatti, protocollato e spedito una lettera alla dirigenza proprio per chiedere una soluzione alternativa. «Sono seriamente preoccupato – ha scritto il primo cittadino – per la situazione occupazionale dello stabilimento. La perdita del lavoro, in particolare in un momento come quello attuale in cui è oggettivamente difficile per i lavoratori, anche se qualificati, trovare collocazione in altre aziende, ha delle serie ripercussioni su tutto il tessuto sociale a cominciare dalle famiglie direttamente toccate dal licenziamento».

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