Il Tirreno

Versilia

Incidente durante la Turandot Veronesi affronta il processo

di Matteo Tuccini
Incidente durante la Turandot Veronesi affronta il processo

I tre imputati per la caduta del tenore Voleri al Pucciniano scelgono strade diverse in tribunale L’ex presidente Mazza e il carrista Bonetti hanno chiesto di poter fare lavori socialmente utili

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TORRE DEL LAGO. Alberto Veronesi, 53 anni, presidente della Fondazione Festival Pucciniano, ha deciso di affrontare il processo per l’incidente sul palco durante la Turandot. Una caduta, avvenuta la sera del 7 agosto 2015 al Gran teatro di Torre del Lago, di cui fu vittima il tenore livornese Marco Voleri, 43. Il cantante lirico interpretava il ruolo dell’imperatore Altoum, padre di Turandot: lui stesso ha raccontato pochi giorni fa di aver subito danni permanenti, oltre ad aver rischiato la paralisi a causa del cedimento della piattaforma su cui si trovava il trono di Altoum.

Veronesi, assistito dagli avvocati Riccardo Carloni e Fabrizio Miracolo, ha fatto una scelta diversa rispetto agli altri due imputati: l’ex presidente del Festival Pucciniano Adalgisa Mazza, 53 anni, e il carrista Uberto Bonetti, 50, costruttore della piattaforma elevatrice. Nella prima udienza del processo apertosi ieri in tribunale a Lucca l’ex presidente Mazza, assistita dall’avvocato Fiorenzo Storelli, e Bonetti, difeso dai legali Michela Dati e Massimo Landi, hanno chiesto al giudice Stefano Billet la cosiddetta messa alla prova. Si tratta di un rito alternativo che consente all’imputato di vedersi cancellato il reato e quindi di evitare il processo, ma solo a determinate condizioni riconosciute dal giudice. Se il giudice accetterà la richiesta, i due dovranno svolgere un periodo di servizio sociale, facendo quelli che si definiscono lavori socialmente utili. Al termine di questo periodo il giudice valuterà se ritenersi soddisfatto e a quel punto acconsentire all’estinzione del reato. In quel caso Mazza e Bonetti non dovranno più affrontare il processo.

Da un punto di vista dei rapporti con il tenore Voleri, il Pucciniano ha chiuso la vicenda con un accordo: il tenore è stato risarcito per circa 200mila euro dalla compagnia di assicurazioni e ha sottoscritto un nuovo contratto con il Festival. Questo accordo non ha conseguenze sul procedimento penale, che va per conto proprio. Tanto che la Procura di Lucca, al termine delle indagini, ha deciso la citazione diretta a giudizio di Veronesi, Mazza – tra cui ci fu il passaggio di consegne in quei giorni al Pucciniano – e Bonetti con l’accusa di lesioni colpose gravissime. Secondo la Procura, che parla anche di violazione delle norme di sicurezza, uno dei punti determinanti nell’inchiesta è l’ancoraggio della piattaforma che ha ceduto con tutto il trono: gli inquirenti ritengono che dovesse essere ancorata con due funi, anziché con una, a garanzia di una maggiore stabilità. Spetterà al giudice Billet valutare eventuali responsabilità e decidere se accogliere la richiesta di Mazza e Bonetti. La prossima udienza è prevista il 6 giugno.

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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